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venerdì, giugno 18, 2010

ZIBALDONE N.6 

Anche se non ho alcuna voglia di ridere o scherzare, in questo zibaldone prevalgono notizie satiriche, ironiche, insomma,“da ridere”; forse voglio essere benaugurante con i miei lettori e tirare su il nostro morale – mio e loro – e citare il famoso adagio “gente allegra il ciel l’aiuta”. Sentite un po’ cosa passa la piazza!!
LA PRIMA notizia si riferisce ad un evento che ci viene buono dato il gran parlare che stiamo facendo di “lotta all’evasione fiscale”; niente da dire, l’impegno profuso dalle Fiamme Gialle e dagli Uffici dell’Agenzia delle Entrate è indubbiamente commendevole, ma bisogna – ogni tanto – ricordarsi che non è sufficiente mettere tra le entrate la presunta evasione di un contribuente, ma bisogna aspettare che siano state espletate tutte le forme di ricorsi e poi si può parlare di disponibilità; dico questo perché in questi giorni la Corte d’Appello di Firenze ha ribaltato la sentenza del Tribunale di Lucca che aveva condannato il celebre ciclista Cipollini a un anno e 10 mesi di reclusione e al pagamento di oltre un milione di euro, dando ragione al campione che sosteneva la tesi che la sua residenza era “Montecarlo” e quindi solo lì avrebbe pagato le tasse.,
La Corte d’Appello, nel dare ragione a Cipollini, ha creato un duplice vulnus: il primo è la “perdita” dei soldi che l’erario aveva già messo in conto di ricevere e il secondo è “il precedente” che si veniva a creare, a tutto beneficio dei prossimi presunti evasori. .
LA SECONDA notizia è l’annuncio, di provenienza tedesca, che tra le misure per risanare i conti pubblici, il più curioso lo ha inventato la Merkel: una tassa da 8 a 15 euro per coloro che usufruiscono dell’aereo – per lavoro o per diletto – motivandola con un nome che trasuda ipocrisia da tutti i pori: “tassa ecologica”. Signora Cancelliera, diciamo la verità, siamo a raschiare il fondo del barile, altro che ecologia!!
LA TERZA notizia si riferisce ad una curiosa iniziativa di origine – credo – leghista, secondo la quale ogni trasmissione della RAI dovrebbe riportare – subito dopo i titoli di coda – l’importo dei compensi che spettano ai conduttori e agli ospiti delle varie trasmissioni televisive; tutto questo in nome della tanto strombazzata “trasparenza” che, quando si può, viene utilizzata per queste quisquiglie e non per le cose serie.
Però, vi immaginate come sarebbe bello venire a sapere quanto prende Massimo Giletti oppure Carlo Conti? E come sarebbe stimolante conoscere il compenso di alcuni conduttori televisivi, tipo Fazio o Vespa, ma anche – forse soprattutto – apprendere le cifre che vengono pagate a ospiti che, di mestiere, fanno appunto “gli ospiti”; volete alcuni esempi? La Parietti, cos’altro combina nella vita oltre che gironzolare da una trasmissione all’altra?
E quindi, ammesso e non concesso che la nuova normativa veda la luce, la gente, prima di andare a letto, scopre i milioni (di euro) che si becca il conduttore Tizio e le centinaia di mila euro che è costata la comparsata di Caio; mi chiedo: ma questo ci farà dormire meglio oppure l’incazzatura sarà tanta che ci rovinerà il sonno?
LA QUARTA, e ultima, notizia riguarda la signorina Bulgari che, contrariamente a quanto pensavo, non è una della famiglia del noto gioielliere, ma si guadagna da vivere facendo la “pornodiva”; ebbene, dov’è la notizia? La suddetta signorina è finita per diversi giorni in prigione e poi ha avuto gli arresti domiciliari, con l’accusa di essersi esibita in una discoteca di Fossato “in uno show a luci rosse” davanti a minorenni.
Ma c’era bisogno di tutte queste misure cautelari (prigione e domiciliari) per un reato che potrei inquadrare al massimo in una forma di “insegnamento scolastico”?

mercoledì, giugno 16, 2010

COSA C'E' SOTTO? 

Mi riferisco alla vicenda dello stabilimento FIAT di Pomigliano, dove l’azienda torinese ha proposto un contratto particolare in vista della ripresa della lavorazione della Panda, fino ad ora svolta nella fabbrica polacca.
Il discorso della FIAT è semplicissimo: noi riportiamo in Italia la linea produttiva della Panda (caso unico nel mondo industriale di una fabbrica che “rientra” in Italia), investiamo la bellezza di 700milioni di euro per l’approntamento delle catene di montaggio, a patto che il modello lavorativo cambi radicalmente: lavoro su sei giorni con tre turni di otto ore al giorno, disponibilità a 80 ore annuali di lavoro straordinario, abolizione dell’indennità di malattia al raggiungimento di un certo tasso di assenteismo e divieto di proclamare scioperi nel turno del sabato notte; questi i principali, ma ne ce sono altri che vanno nella stessa linea.
Ma perché una “rivoluzione” di questo tipo viene effettuata in uno stabilimento “particolare” come quello campano? Non ci dimentichiamo che sono fiorite delle leggende sull’assenteismo, principalmente dovuto a motivi familiari (gli operai dovevano seguire i ritmi stagionali dei campi) e successivamente a ragioni politiche e sindacali (un terzo dei dipendenti si assentava per seguire lo spoglio di ogni elezione, dalla più importante alla più locale); mi si perdoni, ma ho ancora in mente il “rimprovero” rivolto al suo benefattore politico da un operaio assunto in fabbrica: “onorevole, io le avevo chiesto uno stipendio, mica un posto di lavoro!!”.
Queste cose Marchionne le conosce benissimo, molto meglio di me, eppure ha impostato questa operazione rivoluzionaria proprio in quello stabilimento; il modello di fondo è quello di creare una fabbrica il più possibile snella in cui si porta al minimo l’incidenza delle scorte e dei tempi di produzione, andando a caccia degli sprechi in qualunque fase del lavoro; in sostanza una rivoluzione del sistema “fabbrica” che si realizza rivoltando come un calzino proprio la fabbrica; esempio da imitare la Toyota, dove sembra che ci sia il miglior sistema di produzione del mondo.
Ma torno a ripetere: perché il primo esperimento del genere viene tentato in una fabbrica del sud, capofila per assenteismo e sprechi di produzione?
I motivi possono essere due: il primo è quello di sperimentare in una situazione di oggettiva difficoltà e quindi di poter dire che “se funziona a Pomigliano può funzionare ovunque”; il secondo, più sottile, è quello di tentare questa rivoluzione in un luogo dove non funzionerà e quindi poter dire che “la fabbrica ideale non si può fare in Italia ma dobbiamo farla per forza in Polonia o in qualche altro posto all’estero”.
Che dite: penso male e quindi faccio peccato ma ci indovino? È probabile, ma la cosa mi incuriosisce e quindi – a parte le risultanze delle lotte tra sindacati – sono curioso di vedere come va a finire.
A proposito di assenteismo: sapete quanti deputati c’erano alla Camera durante la partita dell’Italia contro il Paraguay? Quattro! Forse vale la pena anche citarli per nome, cognome e partito di appartenenza: Roberto Giachetti (PD), Donato Bruno (PDL), Amedeo Ciccanti (UDC), nonché il ministro Calderoli (Lega Nord); possiamo dire che l’arco costituzionale era interamente rappresentato, anche se mancava un membro dell’Italia dei Valori (anche Di Pietro assenteista?).
Di cosa si stava discutendo? L’argomento mi sembra di una certa importanza: la Carta delle Autonomie, nel contesto della riforma federalista. Per la verità, ai pochi presenti, veniva continuamente rivolto l’invito a “fare presto”: comprensibilissimo!!

lunedì, giugno 14, 2010

BENELUX 

Per la verità, dal contenuto di questo mio post mancherebbe il “LUX”, cioè il Lussemburgo, in quanto si riferisce solo al BE (cioè al Belgio) ed al NE (cioè all’Olanda); ricordate: quando eravamo a scuola, pensavamo almeno io, forse più somaro di voi, pensavo che dietro al termine BENELUX si celasse una Nazione e non tre, come ho scoperto in seguito. Ma torniamo a bomba: l’oggetto di questo post riguarda le elezioni in Belgio ed in Olanda, che per un caso si sono svolte a pochi giorni di distanza le une dalle altre; cominciamo da quelle olandesi che si sono tenute prima: in questo paese – dalla schietta anima progressista – esisteva una sparuta minoranza di estrema destra capitanata da Geert Willers che aveva nove seggi in Parlamento; ebbene questa formazione, il Pvv, Partito della Libertà, con il suo successo, ha fatto parlare di se molto più di quanto ci si sarebbe aspettato: 24 seggi e terzo partito rappresentato in Parlamento. Il motivo principale del successo è stata la campagna impostata tutta all’insegna del nazionalismo più esasperato, con chiusura netta e feroce a qualunque tipo di immigrazione (vietiamo il Corano e le Moschee!!) e con il “no” deciso all’entrata della Turchia nella UE.
Il test elettorale – il primo che si tiene in Europa dopo la grande crisi – ha peraltro compiuto un altro “miracolo”: dopo quasi un secolo ininterrotto di dominio socialista e cristianodemocratica, l’elettorato ha premiato il partito di destra del premier liberale Rutte (giovanissimo: 43 anni) che per un solo seggio ha la maggioranza in Parlamento: tale esigua differenza, induce gli osservatori a ipotizzare un governo di unità nazionale con il partito laburista, anche per tenere fuori dai giuochi il partito xenofobo di Willers.
In Belgio, l’elettorato sembra avere premiato il partito separatista fiammingo, la NVA, che è diventata la prima forza politica con il 29% dei consensi nelle Fiandre, la parte del paese che parla olandese, e la seconda a livello nazionale.
Gli osservatori politici belgi, commentano che questa affermazione della NVA, induce il suo leader, Bart de Wever, a puntare decisamente sulla creazione di una repubblica autonoma fiamminga, spingendo il Belgio – attualmente “federale” – prima verso una “confederazione” e successivamente – a breve – verso una scissione delle Fiandre.
Mi è venuto in mente di parlare di queste due elezioni politiche, in quanto dai suoi risultati possiamo trarre motivo di riflessione e “consolarci”, sotto molti aspetti: non siamo il solo paese europeo che si dibatte tra veti e ripicche anziché affrontare di petto i problemi della gente; anche i nostri vicini (i politici) sembrano discettare sul sesso degli angeli fregandosene dei reali desideri delle persone.
E tanto per continuare a “consolarci”, mentre noi abbiamo la manifestazione della CGIL che, a parte qualche urlaccio non produce altro, in Germania, una analoga manifestazione che protestava contro il piano economico del governo di Angela Merkel, ha prodotto un corteo che si è snodato per le vie di Berlino generando scontri e aspri tafferugli con le forze dell’ordine.
Secondo le autorità di polizia, 450 militanti dell’estrema sinistra si sarebbero uniti al corteo cui stavano partecipando migliaia di persone e avrebbe attaccato i poliziotti, quindici dei quali sono rimasti feriti (due in modo grave), lanciando contro di loro un ordigno esplosivo; l’unico commento che mi viene di fare è il solito: “guai a consolarci per le difficoltà degli altri; guardiamo le nostre e cerchiamo di porvi rimedio”; purtroppo, però, so bene che così non avverrà e tutti diranno: hai visto, anche la Merkel è nei guai”; e questo ci farà, prima sorridere e poi ridere di gusto; ma è giusto??

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