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mercoledì, dicembre 05, 2012

RENZI, FATTI QUATTRO RISATE CON NOI!! 



Ponendomi come un ideale allibratore, ho “bancato” il ballottaggio tra Renzi e Bersani con le seguenti quote: Renzi 2,50, Bersani 4/5; avrei vinto se mi avessero scommesso, ma siccome facevamo per finta, non ho intascato il becco di un quattrino.
Infatti, come prevedevo abbondantemente, Bersani – rappresentante dell’apparato del partito e difensore degli “anziani” – ha stracciato il povero Renzi con un 60 a 40 o giù di lì; ma come avrebbe potuto fare il Sindaco di Firenze a schiacciare la macchina messa in moto dal più organizzato partito d’Italia, aiutata dai “cavalli di razza” (Bindi, D’Alema, Fioroni, Berlinguer, ecc) tutti destinati a scomparire dall’agone politico se vinceva lui.
Ecco il perché della quota bassa per la vittoria del segretario e di quella alta per il rottamatore; comunque, io ho vinto – solo moralmente – e Renzi ha perduto e ritorna a fare il suo mestiere di Sindaco in attesa di qualche cosa che potrebbe capitare in un prossimo futuro.
E adesso facciamoci queste “quattro risate” citando due fatterelli che mi hanno fatto scompisciare dal ridere: il primo si è svolto a Firenze, dove un bravo Vigile Urbano, trova alle ore 7,30 di mattina un clochard che dorme su un marciapiede di una strada del centro; il pubblico ufficiale sveglia il soggetto e gli consegna – senza una parola di commento – una contravvenzione da 160 euro per “avere infranto il codice, occupando il suolo pubblico con cartoni e coperte”.
Il clochard, appena svegliato da un sonno profondo quanto può esserlo uno fatto in strada, si è ritrovato con il verbale di 160 euro e gli è sicuramente venuto in  mente che se avesse avuto quella somma sarebbe andato a dormire in un albergo a 5 stelle e non sul marciapiede di una strada, dopo di che ha stracciato il foglietto incriminato e se ne è andato, trascinandosi i cartoni e le coperte che gli verranno utili in questi giorni di freddo intenso; e il vigile: neppure si è accorto di niente, tanto era intento a “fare il proprio dovere”.
L’altro fatterello è anch’esso accaduto nella stessa città: mentre la Giustizia (quella con la “G” maiuscola) s’arrabatta tra le varie difficoltà e i tagli governativi, trova anche il tempo di impegnare un Giudice e una delle sue aule, per discutere un processo a carico di un signore, il quale “nominato custode di un mobile a due scaffali in legno del valore di Euro 5 (diconsi cinque), lo sottraeva rimuovendolo dal luogo di custodia e mai più facendolo ritrovare”; a questo capo d’imputazione, si aggiunge che  “non comparendo in udienza senza un legittimo impedimento, sarà giudicato in contumacia”.
Stupore e ilarità hanno colto il difensore d’ufficio il quale – oltre ad una questione di buonsenso – solleva dubbi sulla sostenibilità giuridica del reato, ma intanto consiglia l’imputato a inviare alla parte lesa la somma di 5 euro, senza che ciò rappresenti alcuna forma di riconoscimento di responsabilità per il fatto contestato; a questo aggiunge che “nessuno può essere punito per un fatto che non risulti significativamente offensivo di beni e valori giuridicamente protetti e, il valore di 5 euro, del bene in questione, non può comprendersi tra questi”.
Insomma, un giudice, un cancelliere, uno stenografo, un avvocato, il tutto per sistemare una questione che si riferisce ad un bene del valore di 5 euro; forse non esiste alcuna norma nel codice di procedura penale che riguardi questa circostanza, ma direi che andrebbe introdotta con celerità, visto il tempo che si perde per stare dietro a queste quisquiglie e visto il poco personale addetto alla Giustizia.
Spero di aver fatto sorridere Renzi e i miei amici lettori!!

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