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martedì, gennaio 24, 2012

LA NORMALITA' DIVENTA EROISMO 

“TORNI A BORDO, SCHETTINO! CAZZO!” Con questa frase, ripresa e ritrasmessa da tutti i mezzi di comunicazione di massa, il capitano De Falco, comandante della capitaneria, “ordina” - invano, purtroppo – al “fellone” Schettino, capitano della “Concordia”, di tornare a bordo e fare il proprio dovere, nella fase di abbandono della nave da parte degli sfortunati passeggeri.
Così il militare diventava un eroe, sia perché era in controluce al “vile” capitano fuggiasco, ma soprattutto per la forza del suo dire e per la schiettezza del suo parlare; eppure, il gesto del comandante della capitaneria, percepito da tutti come autenticamente “eroico”, non è stato altro che l’atteggiamento che qualsiasi militare deve tenere in presenza di tali situazioni; insomma ha fatto solo e soltanto quello che il ruolo gli imponeva: il proprio dovere!
Eppure, se volete scommettere, qualora De Falco fosse interessato, tutti i partiti politici faranno a gara per accaparrarselo alle prossime elezioni, a dimostrazione che “portare in lista” l’eroe paga sempre. Ovviamente, in questo romanzo alla Melville, non poteva mancare la presenza di una donna “misteriosa” (per la verità si conoscono anche le generalità complete della ragazza moldava ma io non voglio riportarle) che al momento dell’impatto si trovava in plancia a fianco del comandante e poi se ne è andata (con lui?) molto prima della ressa finale; che ruolo ha avuto??
Lo Schettino .- nelle telefonate ritrasmesse dai mezzi di comunicazione – appare come fortemente “disturbato” (da qui la richiesta di analisi tossicologica) e le risposte che fornisce alle domande che gli vengono poste, sono quanto meno inconcludenti, quando non appaiono addirittura assurde o mendaci; volete un solo esempio: “sono sceso per ultimo ed ho fatto il possibile per salvare i passeggeri e l’equipaggio” la frase è stata pronunciata – da terra – poco dopo mezzanotte, mentre gli ultimi naufraghi hanno lasciato la nave tra le 5 e le 6: bugiardo!!
Pochi giorni prima di questo tragico evento, un'altra situazione – totalmente diversa – ha mostrato all’Italia intera un altro “eroe”: in occasione dell’ennesima “calciopoli” (giocatori che oltre al calcio giocano alle scommesse) uno sconosciuto terzino del Gubbio è diventato famoso solo per NON aver accettato di truccare il risultato di una partita nella quale era impegnata la propria squadra.
L’ambiente sportivo lo ha aletto a “eroe” e addirittura l’allenatore della Nazionale lo ha invitato ad un raduno dei convocati; il tutto – ripeto, perché si capisca bene – soltanto perché il terzino ha fatto il proprio dovere, cioè non ha accettato di fare comunella con un branco di “sportivi” che dello sport non conoscono assolutamente il significato.
L’impressione che si ricava da questi due episodi – ma ce ne sarebbero tanti altri da citare – è che il nostro Paese, contagiato dagli atteggiamenti dei tanti personaggi più o meno famosi che badano solo ai propri interesse, turbato, ma non troppo, dalle legioni degli evasori fiscali, dai falsi invalidi ed anche da tutti quelli che parcheggiano in doppia fila, ha eletto la “normalità” ad “eroismo”.
Comunque, un paio di buone notizie veleggiano sopra la vicenda Schettino: la prima è che la Costa non difenderà “materialmente”, cioè con un proprio avvocato, il capitano della Concordia e l’altra è la frase che Schettino avrebbe pronunciato: “non salirò mai più su una nave”; mi chiedo: per sua scelta o perché non ce lo vorranno??
Insomma, ci vorrebbe un De Falco in ognuno di noi che scuotesse le nostre coscienze e ci spronasse ad un vero sentire civile, gridandoci “torna a bordo, italiano, cazzo!!”.

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