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sabato, gennaio 14, 2012

IL "RATING" 

La parola del titolo la sentiamo continuamente in televisione e la leggiamo sulla stampa; io che conosco un inglese “scolastico”, ho dovuto andare a controllare sul mio vocabolario il significato: il primo è quello che mi aspettavo, cioè “valutazione”, “stima”; poi ho visto altre traduzioni: “sgridata”, “rimprovero”, “lavata di capo”.
Sistemata la questione semantica, passiamo all’attualità e diciamo subito che il rating delle tre sorelle (Standard and Poor’s, Moody’s e Fitch), dopo aver massacrato la Grecia ed essere passate a bacchettare sonoramente Portogallo, Irlanda, Spagna e Italia, si sono date un compito davvero impegnativo: mettere “sotto osservazione” addirittura l’Unione Europea e il suo fondo “salva – stati”.
È chiaro che queste dichiarazioni giocano a favore degli speculatori che scommettono “contro” l’Euro o contro qualche Stato in particolare e quindi ci sarebbe da chiedersi se tale operazione non è manipolata da qualcuno che sta muovendo ingenti capitali con l’intento di guadagnarci i soliti e fatidici “fanta miliardi”; è di ieri la notizia del “declassamento” di Francia, Italia, Austria, Spagna e Portogallo: una bomba!!
Come fare per arginare questo pericolo? Sarebbe compito della giustizia che, perseguendo i reati di aggiotaggio e “insider trading” come avvenuto per la Lehman Brothers, potrebbe sistemare le tre sorelle e sputtanarle in forma definitiva.
Pochi giorni prima che finisse il 2011, tre illustri Università americane hanno fatto uscire un rapporto firmato dai loro più famosi economisti, nel quale si legge che “le compagnie di rating danno giudizi migliori sulle banche, corporation o enti pubblici che le sovvenzionano con maggiore generosità”.
C’erano molte voci che anticipavano il giudizio delle tre Università americane, ma adesso possiamo dire che “era tutto vero”; che fare? Gli europei, d’intesa con gli americani, dovrebbero raccogliere il materiale necessario e passare il tutto alle autorità giudiziarie per vedere se esistono gli estremi del reato.
Ma se torniamo al termine “rating” che abbiamo dato sopra (valutazione), possiamo adattarlo ad altre situazione, ben diverse da quelle finanziarie; in concreto: mi riferisco alle “anticipazioni” dei vari Maghi o Maghetti dati alla fine del 2010 per il 2011.
Cominciamo con “Barbanera” che preconizzò come “a seguito dell’entrata di Giove nel Toro, durante il 2011, avremo un aumento di consumi e conseguentemente della produzione”; che vogliamo dire? Cambia mestiere?
E alla “sensitiva” Teodora Stefaniova che giurò che nel 2011 sarebbero partiti i lavori per la costruzione del ponte di Messina? Vogliamo poi parlare del sensitivo Luciano Sampietro, il quale pronosticò la caduta del re del Marocco? Un fenomeno! Pensate che sono caduti tutti i dittatori dei Paesi attorno al Marocco (Gheddafi, Ben Alì e Mubarak), mentre il re del Marocco Mohammed VI è ancora tranquillamente al proprio posto. Che gli diciamo alla simpatica Stefanova?? Di darsi all’ippica?
Quindi, ricapitolando, se l’economia mondiale si regge sulle previsioni delle Agenzie di Rating, le stesse che non avevano ASSOLUTAMENTE previsto la crisi ed anzi, avevano dato la tripla A alla Lehman Brothers, tanto vale avvalersi delle sciocchezze del Mago Barbanera e dei suoi colleghi; almeno sono più divertenti e “non si prendono sul serio come i seriosi finanzieri”; e infine, adottandoli anche per cose più serie, ci costerebbero molto meno.
Quindi, da domani, tutti a chiedere a Barbanera quale è il titolo da comprare in Borsa ed anche quale sia la valuta da mantenere nei propri forzieri. Chiaro il concetto?

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