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domenica, settembre 25, 2011

LA MERKEL PERDE ANCHE A BERLINO 

Dopo sei elezioni regionali sonoramente perdute, Frau Angela è stata sconfitta anche nella settima consultazione elettorale, quella che si è tenuta a Berlino e che ha visto la vittoria della SPD ma, soprattutto, un inaspettato risultato ottenuto dai “Piraten”, un partito recentissimo, fondato da Andreas Baum, uno specialista di internet di soli 33 anni che – a riprova della sua intelligenza – ha riconosciuto di aver avuto un buon risultato (8,9%) non perché è stato bravo, ma perché i vecchi partiti sono uno peggio dell’altro. Al primo punto del programma dei piraten c’è la metropolitana e il bus gratis per tutti, al seguito dello slogan “muoversi è un diritto elementare e non può essere a pagamento”; magari non ci riuscirà, ma l’originalità della richiesta è notevole; e tra due anni ci saranno le elezioni per il parlamento nazionale e i piraten non mancheranno l’appuntamento.
Magari possiamo riflettere un momento su quello che è al momento la capitale tedesca, quella Berlino che attrae gli artisti come la Parigi degli anni venti, ma che è un concentrato di contraddizioni: dei 3.5 milioni di abitanti, uno su cinque vive grazie a svariate misure sociali e un bambino su tre è sulla soglia della povertà; eppure la città trasuda benessere e felicità, ma i dati sono questi e il benessere è riservato a un quartiere ad est che si è trasformato in una sorta di “ghetto” per coppie benestanti.
Per la verità, la Merkel non ha avuto quel tracollo che molti si aspettavano e non è escluso che il borgomastro socialdemocratico liquidi i “rossi” – calati al 10% - e li sostituisca con le truppe di Frau Angela.
Il questo periodo la Cancelliera tedesca ha molti altri guai ai quali cercare di porre rimedio; alcuni sono addirittura “coreografici”, come il quarto di pagina sulla “Frankfurter Allgemeine” acquistata da un ricchissimo emigrante greco – Dimetri Marchesini – per accusarla di non volere aiutare la Grecia, rimproverandogli il suo “egoismo”, mostrato in questa circostanza drammatica della crisi economica dell’intera Europa.
Eppure da questa crisi c’è chi spera di guadagnarci: Dambisa Moyo, una signora di 41 anni, esperta finanziaria dello Zambia, afferma che “la crisi dell’occidente è una grande chance per noi africani”; nel suo argomentare, parte dal presupposto che per effetto di questa crisi, vengano meno o comunque diminuiscano gli aiuti che l’occidente profonde per l’Africa, tutti aiuti che non sembrano spostare la situazione: gli africani continuano a morire di fame e di sete, dato che tutti questi dollari non sono legati a nessun piano d’investimento e finiscono in mano a dittatori ed a speculatori corrotti, molti dei quali sono addirittura legate a cosche criminali occidentali.
“La vostra crisi ci costringerà a prendere ibn mano il nostro destino, dato che gli aiuti presumibilmente caleranno in modo vistoso e quindi tutti noi africani dobbiamo rimboccarci le maniche e metterci a lavorare seriamente per il nostro futuro”.
Probabilmente la signora Dambisa non ci crede realmente che tutto si svolga come lei prevede, ma evidentemente le sue parole rappresentano l’ennesima e più forte provocazione che lancia nei confronti degli africani.
Ma torniamo a Berlino ed alla sua immagine: tra le capitali europee è quella più “giovane”, dove si mangia e si dorme con pochi soldi; la città offre una chance a tutti, ma se non vali te lo dice subito in faccia e non di dà nessuna possibilità di riprovarci; è tollerante con tutti e quindi è la capitale gay d’Europa (il suo borgomastro è un omosessuale orgoglioso di esserlo). La crisi metterà in crisi anche lei??

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