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mercoledì, settembre 21, 2011

CHE GIUSTIZIA E' QUESTA?? 

La nostra giustizia è ormai da tempo abituata ad agire “a tutto campo”, ad occuparsi cioè di tutto e di tutti; premetto che in Italia vige l’obbligatorietà dell’azione penale e quindi – in presenza della conoscenza di un reato – la magistratura deve intervenire.
I giornali danno molto campo agli interventi sulle performance sessuali del premier, ma non sono queste che al momento mi interessano; l’unica cosa sono le famose intercettazioni: quando si da l’OK alla pubblicazione di “me ne hanno portate 11, ma me ne sono fatte solo 8, le altre tre le ho rimandate a casa”: non so se si vuole provocare l’ilarità tra i lettori o se si tenta il “millantato credito”; mah, chissà!!
Ma non è di questo che voglio scrivere, ma di un’altra vicenda, accaduta a Torino: lui ha 70 anni (molti meno del nostro premier) e lei 58; un anno e mezzo fa hanno avuto una bambina con la fecondazione eterologa – scelta discutibile ma non fuori legge – e adesso, ripeto dopo un anno e mezzo, un giudice ha tolto loro la patente di genitori, perché entrambi sono “troppo vecchi” per occuparsi della figlia.
In moltissimi casi assistiamo a bambini che – a causa della perdita dei genitori – vengono allevati dai nonni, senza danni evidenti; inoltre, la maggiore aspettativa di vita è spendibile solo in campo economico e pensionistico oppure è un dato di fatto?
Insomma, la bambina è stata “spostata” in un’altra famiglia di cui non conosciamo per giusta riservatezza, le caratteristiche; tutto questo “in nome del popolo italiano”, anche se nessun magistrato si darà mai la pena di andare in giro per la città a sentire “l’umore della gente”; per carità! È lui, solo lui che conosce la verità e che applica la legge.
In un altro caso assistiamo ad una situazione altrettanto strabiliante: ricordate il caporale Parolisi, accusato di avere massacrato la moglie Melania? Ebbene, un giudice, questo facente capo al Tribunale di Teramo, ha stabilito che il carcerato possa intrattenersi con sua figlia per dieci minuti settimanali; al telefono! Da notare che il Parolisi non ha avuto nessuna condanna, neppure in primo grado, ma è “ristretto” preventivamente in una patria galera.
E cominciamo con i “perché”; perché il colloquio tra la figlia e il padre avviene solo telefonicamente? Come si fa a trovare una ragione per spiegare la cosa alla bambina? Ed anche: perché dieci minuti e non cinque o quindici?
Tutte queste cose avvengono “a discrezione” del magistrato, in quanto non esiste nessuna legge che le pianifichi e ne dia contezza al volgo e all’inclita (come si diceva una volta).
È chiaro che questa “discrezione” è una cosa che risale ad una “pre-giustizia”, quando cioè la stessa veniva amministrata da un “capo” che decideva secondo come lui la pensava, senza alcuna legge che supportasse la pena o l’assoluzione.
Adesso, molta parte della normativa giudiziaria avviene a “discrezione” del giudice e questo, se permettete, a me non va assolutamente giù, perché il giudice – che appartiene alla categoria degli uomini “umani” che possono quindi sbagliare – si ritrova a disporre, con la discrezione che gli viene conferita, della vita, della libertà e del comportamento di tante persone.
E allora? Allora si deve tornare ad amministrare la giustizia applicandone le leggi e basta e se la legge non c’é, per alcuni casi, la si faccia prima di lasciare che un uomo, bravo finché volete ma sempre e soltanto uomo, si faccia giudice e legge allo stesso tempo.
Chiedo troppo ad invocare più legge e meno discrezionalità? Non credo proprio!!

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