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mercoledì, giugno 22, 2011

COME SI TROVANO I SOLDI? 

L’argomento che sentiamo più spesso è la richiesta di riforme e – in modo particolare – la riforma del fisco specialmente di quello sul lavoro e sulle pensioni.
Se volete qualche numero, eccoli: adesso le aliquote Irpef sono 22-37-38-41-43 (secondo ovviamente gli introiti); quelle che “potrebbero” arrivare, stando ad alcune indiscrezioni, sono 20-30-40 oppure 20-31-45;: comunque, con questi numeri non possiamo comprendere che cosa ci guadagnerebbe la casalinga di Voghera ed il muratore di Benevento; teniamo poi presente le recentissime affermazioni di Moody’s circa una possibile “retrocessione” del rating dell’Italia per il Debito Pubblico e per il rischio del cosiddetto ”contagio greco”; a questo proposito, senza dire niente di mio, mi limito a riportare le dichiarazioni di due personaggi molto diversi tra loro: il Ministro Brunetta ha detto che “le dichiarazioni di Moody’s non vanno prese per oro colato; l’Italia ha i conti a posto e produrrà ulteriori interventi per arrivare agli obiettivi prefissati”; l’altro intervento è della Camusso, Segretario delle CGIL, che ha detto “queste Agenzie sono le stesse che ci hanno trascinato nella crisi internazionale, senza preannunciare proprio niente”. Comunque sia, queste riforme fiscali dovrebbero produrre una maggiore possibilità di consumare e quindi di generare ricchezza, ma per farle occorre sapere dove andare a prendere i soldi; Tremonti, con fare provocatorio, ha affermato: “mi dicano loro dove devo tagliare”, (chi sono ”loro) e aggiungendo che occorre trovarli non solo per abbassare le tasse ma anche per impostare una manovra da 45miliardi in tre anni per raggiungere il pareggio entro il 2014.
Comincio io e fornisco alcuni modesti suggerimenti al Ministro: i nostri gloriosi Partiti, dopo aver perduto sonoramente un referendum, hanno cambiato nome ai rimborsi e tutto è ritornato come prima: ebbene, i rimborsi elettorale superano i 120milioni di euro e dovrebbero essere “TUTTI” cancellati, con un Decreto; se i partiti hanno delle spese se le facciano rimborsare dagli elettori; sempre nel campo della politica, le prebende dei parlamentari (quasi 200/milioni di euro) devono essere dimezzate anch’esse per decreto; a proposito, sapete che recentemente, cion una faccia di bronzo degna dei bronzi di Riace, si sino aumentati lo stipendio di 1.153 euro al mese, con norma passata all’unanimità, senza neppure un astenuto? Poi, quando si discuterà l’approvazione di questi “tagli”, invitare il pubblico a Montecitorio e voglio proprio vedere chi vota contro a questi Decreti: li aspettiamo fuori!!
C’è poi l’annoso problema delle Province: costano 19miliardi, quasi tutti per il personale e quindi sarebbe un bel colpo abolirle, ma con il contestuale licenziamento del personale; già, perché non ho capito come mai nello Stato e negli Enti Pubblici i dipendenti hanno un trattamento diverso da quelli privati.
A proposito di questi ultimi, sentite questa:, la Datalogic, leader nel settore dei codici a barre, con duemila dipendenti nel mondo, ha deciso di delocalizzare in Vietnam un pezzo della produzione – quella di Treviso – ed ha chiuso lo stabilimento veneto mettendo a casa cento dipendenti; eppure i conti sono attivi!! Che fare?? Io propongo che l’atteggiamento sia uguale per tutti i dipendenti sia privati che pubblici, senza fare sacche di privilegi ma trattando tutti allo stesso modo.
E poi, ultimo suggerimento per il Ministro, mettere mano ad una tassazione speciale “provvisoria” di un 10% (o giù di lì) per coloro che hanno un introito superiore ai 100/mila euro annuali e usare anche questa raccolta sia per le riforme che per sistemare il pareggio di bilancio. Sono stato chiaro??

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