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lunedì, maggio 09, 2011

ZIBALDONE N.5 

Riporto e commento alcune notizie che sono uscite sulla stampa nazionale e spero che si rivelino interessanti per i miei amici lettori.
LA PRIMA riguarda un grosso personaggio, quel Giorgio Bocca che - da icona della sinistra – viene intervistato da Lettera 43 e spara a zero contro gli antichi “compagni”.
Comincia con il giornale su cui anch’egli continua a scrivere e che può considerarsi l’organo ufficiale del PD, “La Repubblica”; Bocca afferma: “non si può andare avanti per 20 pagine con Berlusconi e le sue amanti; le sembra giornalismo? Che me ne frega se a lui piacciono le puttane”.
Con questa dichiarazione, Bocca – decano del giornalismo italiano – mostra di non aver cambiato idea sul premier, di cui continua a dire peste e corna, ma per quanto riguarda il giornale della sinistra fa lo stesso discorso di molti: ormai la sinistra è diventata “un partito contro” che non ha propose che possano allettare gli elettori.
LA SECONDA si riferisce ad un personaggio che – almeno in Italia – non ha molta popolarità ma rappresenta la vera “genialità”: mi riferisco a Hubert Schafly, morto a 91 anni, e ricordato da molti dell’ambiente dello spettacolo per aver inventato il “teleprompter” meglio conosciuto come “gobbo”, quell’aggeggio che consente all’attore o allo speaker di visualizzare un testo e recitarlo come se lo avesse imparato a memoria, indicandogli le pause, le inflessioni, nonché la pronuncia di parole straniere.
Il “gobbo” è stato usato per la prima volta nel 1950 nella soap opera “The first hundred years” e da quel momento sia il cinema che la televisione non ne hanno più potuto fare a meno; lo strumento ha fatto anche una apparizione nel mondo della politica, quando nel 1952 Herbert Hoover lo usò durante la convenzione dei repubblicani a Chicago e da quel momento sia i Presidenti americani che le stelle di cinema e televisione lo usano continuamente: alcuni utilizzatori famosi? Da Obama a Bonolis!!
LA TERZA proviene da un politico di vecchia data che durante un suo recentissimo intervento ha affermato che “a….(nome della città) c’è una dittatura, per questo c’è bisogno di libertà e rinnovamento”; fin qui niente di speciale se non fosse che l’autore di questa dichiarazione è Claudio Martelli, ex braccio destro di Craxi, che già nel 1976, cioè oltre 30 anni or sono, faceva parte della Direzione Nazionale del P.S.I.
Proporsi come rappresentante del “rinnovamento” mi sembra che possa destare almeno qualche perplessità; da notare che il bravo Claudio, si presenta nella città che non nomino in una lista civica, in nome della “novità” che lui rappresenta. Mah??
LA QUARTA l’ho letta su un quotidiano a proposito dei problemi che ha la “cultura” a far quadrare i propri bilanci e deriva da un intervento di Giuseppe Pennisi, presidente del “comitato tecnico-scentifico per l’economia della cultura”; l’affermazione che mi ha colpito è questa: “un’opera lirica in Italia costa due volte e mezzo in più rispetto alla media europea; se poi il maestro Zubin Mehta dichiara che per una direzione a Vienna viene pagato un terzo di quello che riceve normalmente dal Maggio Musicale Fiorentino, si capisce perché i conti non possono tornare”.
Una sola domanda: ma questi cachet chi li stabilisce? Non ci sarà mica qualcosa di poco chiaro sotto questa grossa differenza di trattamento ? Da notare che il paragone è con Vienna, dove la popolazione è più alta che a Firenze (1.5 milioni contro i 500/mila) e la musica ha un ruolo di grande prestigio, forse maggiore che a Firenze.
E allora? Come mai i viennesi pagano meno che a Firenze? O forse è Firenze che paga di più di Vienna? Sembra la stessa cosa ma se ci pensate bene non è così!!

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