<$BlogRSDUrl$>

sabato, gennaio 08, 2011

ED ORA QUALCOSA DI MOLTO PERSONALE 

Mi sono accorto che i miei post di fine anno e di inizio 2011, sono tutti pieni di “grandi problemi”, di situazioni che riguardano miliardi di persone; ebbene ora vorrei fare un post che parli di me, di come è andato il “mio” 2010 e con questo stimolare anche i miei lettori a parlare di loro, dei loro bilanci e delle loro aspettative; se ne hanno voglia!
Comincio io. Affermo subito, senza tante perifrasi, che il 2010 non è stato un gran periodo per le mie faccende; per fortuna la salute ha retto bene, ma le altre cose – in particolare le mie vicende sentimentali – hanno lasciato molto a desiderare.
Vedo che serve che io faccia un passo indietro nella narrazione: dunque, dalla fine del 2003, quando cioè ho perduto la seconda donna più importante della mia vita, mi ero rintanato nei miei scritti e nelle mie letture, mi bastava andare periodicamente al cinema e fare le relative letture che mi venivano pubblicate sulla rivista per cui collaboro e questo sostituiva ogni altro “bisogno”; nel primo trimestre del 2009, sono stato fatto uscire dalla mia “tana” e questo lo devo ad una mia parente e ad una sua amica, una donna che si è mostrata interessata a fare un percorso di vita con me.
Cominciammo a vederci con sempre maggiore frequenza e un po’ alla volta nacque in me quello che il sociologo e psicologo Alberoni definisce l’innamoramento, “quell’evento che spezza la quotidianità e pone fine a tutto ciò che c’era prima per dare inizio a qualcosa che nasce in quel tempo”; questo è proprio ciò che era nato in me!
Non posso parlare di quello che stava nascendo in LEI, ma almeno nei primi tempi, mi è sembrato che ci fosse la volontà di fare questo percorso insieme; comunque sia – pur tra alti e bassi – la vicenda è continuata per circa un anno e mezzo, ma si è conclusa “bruscamente” verso la metà del 2010 e tutto è finito con un discorso confuso, o almeno che io non ho compreso, che mi ha ributtato nella “tana” dalla quale ero uscito; sarà stata colpa mia, ma io non mi sono accorto dove ho sbagliato.
Inoltre, il mio abbandono è stato accompagnato da una serie di considerazioni su di me, sulla mia persona e sul mio modo di comportarmi che mi hanno fatto ancora più male, perché è come se fossi stato non solo “bocciato” ma anche marchiato a fuoco con delle definizioni che mi fa male anche soltanto ricordare; tutto questo mi ha costretto a chiudere a doppia mandata la porta della mia “tana” e a non consentire ad altri di entrarci, vista la mia “inadeguatezza” rilevata nel rapporto precedente.
Non so dire se le mie mancanze siano state di ordine fisico o psicologico o di entrambi i generi, ma certamente non sono risultato “all’altezza della situazione”; adesso, nonostante le occasioni che mi si presentano, provo un autentico “ribrezzo” a pensare ad un rapporto, anche solo fisico, con queste nuove signore e quindi rimango chiuso “in tana”, con i miei scritti (circa 230 articoli l’anno, tra questi post e i pezzi sul cinema e la comunicazione di massa); LEI, che mi capita di incontrare qualche volta, ed alla quale non imputo niente, mi sembra che sia rientrata nel “passato”, ma forse mi sbaglio ed è invece “in caccia” di qualcosa di “più adeguato”. Auguri comunque!!
Perché ho scritto questa nota? Non per avere suggerimenti o consigli sul come superare questo mio stato psicologico ma forse perché ho avuto la certezza che i miei lettori sono delle persone alle quali tengo molto e quindi mi sono rivolto a loro come si potrebbe fare con uno di famiglia al quale si raccontano i propri guai.
E volete l’ultima considerazione? Non mi sento depresso, ma “un cretino che spreca gli ultimi giorni che gli rimangono e non riesce ad uscire da questo labirinto”. E se volete sapere se sono ancora innamorato, vi rispondo di “SI” ma non ditelo a nessuno!!

This page is powered by Blogger. Isn't yours?