<$BlogRSDUrl$>

lunedì, novembre 29, 2010

WIKILEAKS 

La traduzione del termine che campeggia su tutte le prime pagine dei giornali è: “fuga di notizie” ed è anche il titolo del sito aperto nel 2006 da hackers e giornalisti per raccogliere indiscrezioni e segreti attraverso un “indirizzo mail criptato” al quale si può scrivere restando anonimi; la mente di questa operazione è Julian Assange, un biondino australiano che fa tremare il mondo intero e che dallo stesso mondo è inseguito per un mandato di cattura per reati sessuali; non si sa dove è Assange e neppure dove è allogato il sito.
Non sono molto pratico di traffici “in rete”, ma cercherò di spiegare l’operazione così come mi è stata fatta capire a me: in ogni ufficio pubblico americano, dal più semplice al più segreto, la conduzione delle pratiche è affidata ovviamente alle macchine ma – e qui sta l’anello debole – guidate dall’uomo.
Poniamo che questo “uomo”, per una serie di motivi, dall’arrabbiatura per la mancata promozione a qualche ideale di giustizia sociale, viene in possesso di documenti segreti o segretissimi che deve archiviare; sono quasi tutti rapporti di Ambasciate di tutto il mondo che derivano dai contatti dei diplomatici nei vari paesi e che vanno a confluire nel dossier del singolo paese, per essere ritirati fuori al momento opportuno.
L’impiegato che definiremo “infedele” oppure “idealista”, se mette in linea queste notizie viene scoperto in pochissimo tempo e viene cacciato dal posto di lavoro; se invece invia ad un sito/specchio, cioè ad un contenitore di queste notizie che poi le rimanda in rete, ha l’anonimato assicurato e la certezza di non essere scoperto.
Questo sito/specchio, riceve l’e-mail criptata e – come dice il suo nome – fa “da specchio”, cioè rimanda la notizia all’interno della rete; l’unico che mette la faccia per tutte queste notizie è appunto il titolare del sito “wikileaks.org”, cioè Lulian Assange che, passa la maggior parte del suo tempo a nascondersi ed a sfuggire sia agli estimatori del suo lavoro che a coloro che lo vorrebbero morto.
Come possiamo inquadrare la figura di questo algido australiano? Poiché non è stato ancora dimostrato che il tutto rende miliardario Assange, dobbiamo ritenere che l’intento è di altra natura, più ideale; ed allora ecco che balza una figura che potrebbe bene riferirsi ad Assange: la versione moderna degli anarchici rivoluzionari di fine ottocento, quelli che in nome della libertà, gettavano le bombe sotto le carrozze dei regnanti (quando ci riuscivano) o dei nobili (il più delle volte).La bomba è tutto quello che lui ed i suoi collaboratori hanno ricevuto per e-mail criptato da funzionari o ex funzionari del Dipartimento di Stato americano e la deflagrazione è quando questo materiale viene messo on-line, a disposizione di tutti gli utenti della rete; chiaro??
Ma di che genere sono queste notizie? Se sono rapporti semplici inviati da un Ambasciatore , “non sono classificati”, mentre quelli inviati da agenti dei servizi segreti sono classificati “top secret”.
Non ho letto, ovviamente, la gran massa di documenti che questa volta è stato messo on-line, ma ho la sensazione che si vada poco lontano dal gossip, quello stesso gossip che si può leggere in qualunque giornale che si diletta di questo; faccio un esempio: prendere in giro il nostro Berlusconi per le sue virili avventure amorose che gli toglierebbero energia per il governo, è come sparare sulla Croce Rossa; lo dicono tutti e tutti ci ridono sopra; altra cosa sarebbe se ci fosse qualcosa – oltre il “pecoreccio” – sui rapporti con Putin; ma non mi sembra che tutto questo sia presente; aspettiamo la prossima sfornata?? Aspettiamo!!

This page is powered by Blogger. Isn't yours?