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mercoledì, aprile 28, 2010

TITANIC 

In questo post parlerò della crisi greca e di come si prospetta la vicenda; mi chiederete allora cosa c’entra il titolo, cioè il nome del celebre transatlantico colato a picco portandosi dietro buona parte del suo carico umano: semplice, adesso, nella crisi finanziaria che stiamo vivendo, gli Stati di prima categoria (leggi Germania e pochi altri) vivono la stessa realtà dei passeggeri del Titanic, dove anche coloro che avevano acquistato il costosissimo biglietto di prima classe non furono salvati dalla furia degli elementi e adesso tutte le Nazioni facenti parte dell’UE sono – a breve o a lungo termine – a rischio di collasso; vediamo come.
Erano mesi che si parlava di crisi della Grecia, come adesso si comincia già ad anticipare il prossimo “cliente”, cioè il Portogallo, ed è bastato che una Agenzia di Rating Internazionale, la “Standard & Poor’s” definisse “spazzatura” i titoli emessi dalla Grecia per innescare la paura; ma spieghiamoci bene: la paura solo degli sprovveduti, dato che tutti coloro che sapevano della situazione si erano premuniti per non andare incontro a rischi di sorta e, fino al giorno prima, hanno fatto incetta di “bond” greci emessi allo stratosferico rendimento del 9%.
La parola “bond” ci evoca subito i famosi fantasmi argentini, ma adesso è tutta un’altra storia: nella finanzia mondiale ha preso piede il termine “too big”, cioè “troppo grosso”, per indicare una situazione che non “può” crollare, perché altrimenti farebbe un tonfo talmente forte che tremerebbero tutti i mercati mondiali; ed allora, ecco che le sovrastrutture nazionali ed internazionali intervengono per sistemare in qualche modo la situazione, facendo in modo che anche la famosa “spazzatura” diventi “denaro contante”, ovviamente a vantaggio solo dei “più furbi”.
Si osservi bene le date: un paio di settimane fa, l’UE annuncia, sia pure con la Merkel contraria, il famoso prestito di 40miliardi di euro, al tasso (quasi usuraio) del 5%; la Grecia non ha ancora prelevato un solo euro da tale disponibilità e già l’annuncio dell’Agenzia di Rating manda il tavolo delle trattative a gambe all’aria.
E allora, torniamo all’effetto “Titanic”, quella situazione cioè che costringerà tutti ad aiutare la Grecia: come prima conseguenza, se avete notato, l’euro è in balia della speculazione quindi rischia di interferire anche su economie deboli (Portogallo, Irlanda), non troppo forti (Italia, Francia, Belgio e Gran Bretagna) ma anche su quelle forti (Germania); a proposito di quest’ultima, l’atteggiamento della Merkel, non proprio favorevole ad aiutare la Grecia, ha due motivi: il primo di origine economico, cioè non si crede che l’aiuto serva a qualcosa se non accompagnato da manovre forti del paese in crisi, ed il secondo di matrice politica, stante che a brevissimo ci saranno in Germania le Elezioni Amministrative e se il paese deve “tirare la cinghia” per aiutare un’altra Nazione, gli elettori potrebbero farla pagare al governo in carica.
Comunque si rigiri, la situazione della Grecia è la seguente: il paese è tecnicamente fallito, quindi se i governi dell’UE non trovano un accordo – necessario anche a loro come ho sopra spiegato – la cacciata dalla zona Euro potrebbe essere anche presa in considerazione, ma creerebbe più problemi di quanti ne risolva; pertanto si ritorna a quanto detto: la situazione riguarda un “too big” che non può essere abbandonato e che gli altri sono “costretti” ad aiutare perché così facendo aiutano anche loro stessi.
Se così andrà, sarò lieto per i greci, ma mi dispiacerà per gli speculatori che hanno investito sul “too big” comprando i bond al 9% e, come al solito, andranno alla cassa a riscuotere il premio. Ma sono proprio invincibili??

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