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lunedì, aprile 05, 2010

IL BACIO 

I dizionari da me consultati sono tutti concordi nel definire il bacio come “una contrazione delle labbra, accostate o premute e appena dischiuse, a contatto di persone o cose amate, in segno di amore, affetto, devozione o riverenza.
Ma dobbiamo chiederci se la vecchia definizione di Rostand - il celebre “apostrofo rosa” - è ancora valida e rappresenta chiaramente quella particolare sensazione che gli esseri umani si scambiano in segno di amore o passione.
Secondo alcuni etologi, in particolare l’inglese Desmond Morris, il bacio riverbera il gesto primordiale del nutrimento, quando le nostre ave premasticavano il cibo, passandolo poi di bocca in bocca al proprio piccolo; e in tempi di carestia, questo gesto materno atavico serviva a calmare la richiesta di cibo del piccino.
Ed è ovvio che certe ritualità creano legami, dato che il nutrimento è condizione essenziale per la vita e quindi l’accostarsi di labbra a labbra é rimasta, nel comportamento umano, come sinonimo di atto d’amore.
E così come Dio insufflò l’anima vivente nel pupazzo di melma facendolo diventare uomo, così il bacio della Principessa cambia il ranocchio in Principe nelle fiabe per i bambini; insomma il bacio è comunemente considerato elemento simbolico di amore.
Figuriamoci poi se andiamo a considerare “il primo bacio”, cioè la prima volta che due esseri umani accostano le loro labbra in un gesto che unisce amore e passione; a giudicare da un’indagine svolta su un gruppo di lettrici adolescenti del mensile “Witch”, la maggioranza di tali adolescenti non ha ancora dato il primo bacio e pensare che alcune inchieste collocano a quell’età addirittura il primo rapporto sessuale; peraltro, le ragazzine intervistate collocano il famoso “primo bacio” tra i sogni, tra le cose frutto di un amore eterno, sicuramente “romantico”, in una cornice di tramonti e pleniluni.
Mi rimane quindi il dubbio che le ragazzine, baipassano il primo bacio – collocandolo nella cartella dei sogni – e passano direttamente ai rapporti sessuali completi; a questa ipotesi sono pervenuto leggendo alcune cose circa la sessualità dei minori: in varie parti del mondo le case produttrici di preservativi stanno costruendone uno di misure particolarmente ridotte, da fornire ai bambini di 12 anni, stante che questa è l’età indicata – sia per i maschi che per le femmine – per il primo rapporto.
Ed in un film (badate bene che le opere cinematografiche partono spesso da cose reali, sia pure trasfigurate) ho avuto modo di vedere che in un Liceo romano, le ragazzine hanno trovato il personaggio giusto per essere sverginate: un compagno cinese, munito di un “affare” di piccole dimensioni, adatto alla bisogna e poco doloroso (il film è “Genitori e figli: istruzioni per l’uso”); è chiaro che dopo questa “prima volta”, la vita cambia aspetto, e si entra nella completa libertà sessuale; però, se ricordo bene, non ci sono scambi di baci appassionati: che vorrà dire?
Ma ricordiamoci che tutte queste “chiacchiere” si basano su film, sondaggi e altre cose fuori dalla realtà mia e vostra; a questo proposito vi voglio raccontare dell’ultimo sondaggio – il più stupido a mio giudizio – che ho letto: proviene dall’Inghilterra ed è stato realizzato dal giornale “Telegraph”; secondo questa indagine, il 5 per cento delle ragazze inglesi (non è precisata l’età) sarebbe disposta ad infilarsi sotto le lenzuola con un perfetto sconosciuto e passare una notte d’amore, per avere un biglietto per i prossimi Mondiali di calcio che si terranno in Sudafrica.
Il bello di questi sondaggi è che ognuno di noi può schierarsi da una parte o dall’altra, cioè se andare o no a letto con lo sconosciuto: ma non cercateci la verità! Chiaro??

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