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lunedì, marzo 29, 2010

STORIE DI COPPIE 

Sono due le storie – completamente dissimili l’una dall’altra – che concernono in qualche modo il sistema “coppia” e che hanno fatto parlare di loro in questi ultimi tempi; vediamole insieme e commentiamole con la consueta bonomia.
La prima storia di riferisce ad una coppia “celebre” che ha fatto molto parlare di se nel tardo autunno del 2009: protagonisti sono una donna nata uomo, Sandra Alvino e un uomo nato uomo, Fortunato Calotta.
I due si giurarono eterno amore davanti allo Stato, cioè al Comune, nel 1983, ma l’unione rimase, come dire, zoppa, in quanto mancava la benedizione di Dio per renderla completa; nell’ottobre 2009, il noto Don Santoro (forse sarà il cognome che porta a strafare) nonostante la diffida formale del suo Vescovo, celebra le nozze in Chiesa e, mentre i due si avviano a compiere un lungo percorso d’amore insieme, il sacerdote viene allontanato dalla propria parrocchia e mandato in “esilio” presso una Pieve sperduta tra i monti del Casentino.
Non sono passati neppure sei mesi e la coppia – in linea, anzi addirittura più “brava”, di quanto avviene per i matrimonio “normali” - sorprende tutti e prende la decisione di separarsi, rinunciando vicendevolmente al mantenimento ed agli alimenti.
A motivazione della clamorosa decisione, i due ex coniugi hanno fatto sapere che tutto deriva da un loro grave stato di disagio che discende dal “sentirsi continuamente dileggiati e presi in giro dalle istituzioni, dalla polizia, dai media e dalla gente comune”.
Ma, fatta questa premessa, i due affermano che – fermo restando il bene che rimane tra loro – hanno deciso di dire basta e di separarsi.
Ora, mi chiedo e vi chiedo se trovate logica la “spiegazione” che i due ex coniugi ci forniscono; a me, analizzando la cosa obiettivamente, mi sembra che i motivi addotti dalla coppia, siano assai “risibili”, in quanto starebbero a indicare che una piccola pressione dei media (i due non sono Clooney e la Canalis) è in grado di condizionare il futuro di due persone – non più giovanissime (siamo attorno ai 60) – fino a portare la relazione alla rottura, anche se entrambi ammettono che esiste ancora un legame sentimentale tra loro; forse sarebbe stato meglio se avessero ricercato le motivazioni “all’interno” della coppia e non dare la colpa “all’esterno”, cioè alle istituzioni, alla gente ed ai media: entrambi sapevano benissimo che sarebbero andati incontro ad una certa pressione e quindi tale condizione era da mettere in preventivo quando i due hanno iniziato la loro avventura.
Mentre la prima coppia era formata da due “nati uomo”, la seconda è composta da due “nate donna”: si tratta di due brasiliane (Ruby e Anna) che, a caccia di fortuna, lasciano il loro paese e si trasferiscono in Spagna, la prima a Barcellona e la seconda a Bilbao; il loro mestiere – quello più antico del mondo – si concretizza in prestazioni sessuali che sono “quotate” 100 euro per un’ora d’amore.
Pur non arricchendosi, le due ragazze procedono nella loro attività, sennonché la crisi che attanaglia la Spagna prende di mira anche il mercato del sesso; ecco allora che entrambe decidono di tentare il salto in Italia e qui scoprono che da noi per guadagnare 100 euro basta la “normale prestazione sessuale” ; insomma non c’è bisogno di stare un’ora con il cliente, a tutto beneficio degli introiti complessivi delle due fanciulle: peccato che l’intervento della Polizia abbia interrotto il lucroso mestiere e che le due brasiliane, unitamente ad una donna che organizzava l’attività e si prendeva il 50%, sono state denunciate; non c’è pace per le coppie!!

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