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sabato, gennaio 23, 2010

BIGHELLONI 

Proprio in questo momento storico, con la gran massa di lavoratori espulsi dalle fasi produttive e l’altra massa di giovani e meno giovani che non riescono ad entrare nei cicli produttivi, quanto accaduto recentemente mi manda in bestia e mi fa invocare misure veramente dure nei confronti dei reprobi che qui sotto indicherò.
Due sono i casi di situazioni “offensive” per il resto della gente che va giornalmente a lavorare: il primo ha avuto luogo a Perugia, presso gli uffici della Provincia, ed ha visto la bellezza di sei dipendenti (4 donne e 2 uomini) che sono finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di truffa aggravata: i sei eroi, dopo aver timbrato il marcatempo, facevano marcia indietro e – finalmente liberi – si costruivano la loro giornata, chi andando in una salutare piscina, chi dall’estetista, chi al supermercato a fare la spesa e chi alla ricevitoria del lotto o a trovare gli anziani genitori.
Questi signore e signori, sono stati filmati e seguiti dai Carabinieri che per un po’ di tempo hanno assistito a questa immonda commedia che potrebbe essere intitolata “In Ufficio solo in spirito”, giacché gli indagati – risultavano presenti al lavoro, grazie al badge regolarmente timbrato – ed invece erano fuori per gli affari loro; da notare che per questi distinti impiegate/i, tale condotta era considerata “normale”, tanto da non aver desistito da questo comportamento neppure dopo l’emissione della misura cautelare a carico del primo collega accusato per le medesime azioni.
Un altro scandalo per le medesime azioni, si rileva alla periferia di Firenze, ad Empoli, dove sette dipendenti – Cancellieri ed altri impiegati – del Ministero di Grazia e Giustizia in servizio alla Sezione del Tribunale di Empoli, sono stati accusati di varie malefatte, alcune commesse andandosene dall’Ufficio per passeggiate salutari o per visite al Bar dove era istallato il video poker o anche per visite a parenti e amici ricoverati in Ospedale (tutti sono stati abbondantemente filmati), mentre altri si “divertivano” direttamente in Ufficio, utilizzando il computer del Tribunale per giocare on line o per fare acquisti o per chattare su vari siti anche pornografici: ad uno di loro sono state contestate ben 259 ore di connessione a siti internet che facevano riferimento ad Agenzie di Viaggi, Agenzie Immobiliari, Commercio on-line e Case d’Aste italiane e straniere.
Ma il colmo dei colmi mi sembra che lo abbia raggiunto un impiegato che ha utilizzato il numero di telefono dell’ufficio pubblicizzandolo su alcune locandine e indicandolo come recapito di una società che era amministrata dalla moglie e che organizzava corsi di formazione giuridica.
Il ministro anti-bighelloni per antonomasia, il prode Brunetta, al quale contestavano che il tasso di assenteismo tra i lavoratori del pubblico impiego è superiore del 30% a quello del settore privato, ha detto una verità incontrovertibile: i bighelloni allignano maggiormente dove esiste una cattiva “direzione”; e da parte mia, voglio aggiungere che si tratta di “direzione intermedia”, non di quella “massima” e questo perché sono proprio quelli a contatto con gli impiegati che possono, anzi debbono, vedere il loro comportamento; a meno che i signori dirigenti intermedi non vedano niente per due motivi: il primo è che sono fuori anche loro ed il secondo è che hanno delle mancanze da farsi coprire dai propri collaboratori e quindi non possono fare liberamente il loro dovere.
Per concludere, invoco massima durezza nelle Direzioni degli Istituti interessati, proprio perché il periodo storico che stiamo vivendo lo impone; chiaro il concetto??

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