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giovedì, agosto 06, 2009

RICICLATI DI LUSSO 

Vi narrerò alcune storie tristi, leggendo le quali non potrete trattenere le lacrime, ma vi invito a farvi forza ed a continuare: si tratta di politici locali, fedelissimo al “capetto” che li ha fatti entrare in politica, i quali, pur arrabattandosi per fare un po’ di carriera, alla Camera o al Senato, sono stati “trombati” in entrambi i rami del Parlamento; vedo già i vostri cigli che stanno inumidendosi, ma non disperate per la sorte dei malcapitati, in quanto il loro referente politico non li ha dimenticati e non manca di ricompensarli con un posto in qualche CdA (municipalizzate o altro); e soprattutto con ricche prebende. Sentite alcune di queste vicende.
Cominciamo con la Calabria: tale F.P., candidato “trombato” (da ora in poi non lo specificherò più) al Consiglio Regionale nel 2005 per l’Ulivo, si è “accasato” presso la USL di Cosenza per il “simbolico” compenso di 137.000 euro l’anno.
In Emilia, invece, c’è una struttura – la Hera – che fa incetta di questi signori e li paga lautamente; volete qualche dato? Bene, nel CdA dell’azienda multiutility specializzata in rifiuti, acqua, luce e gas per buona parte della Regione, su 18 membri, nove sono ex politici; ed è facile capire il motivo, viste le prebende; l’Amministratore Delegato, M.C., già assessore al bilancio di Ferrara, adesso si porta a casa 350.000 euro l’anno, mentre il vice Presidente G.R., più volte assessore a Modena, si deve accontentare di 120mila euro; e gli altri sette membri-politici del consiglio – tutti ex assessori – vengono retribuiti con 100mila euro.
In Liguria abbiamo il caso “simpatico” di L.M. – ex Vice Sindaco di La Spezia ed ex assessore regionale ai trasporti – che adesso è Presidente dell’Autorità Portuale di Genova e si porta a casa 200mila euro l’anno.
E ora diamo un’occhiata alla Lombardia: tale P.M., dal 2005 al 2008 consigliere comunale per la Lega Nord nel Comune di Stresa, sul Lago Maggiore, viene riciclato nel CdA dell’Eni e guadagna al momento 135mila euro l’anno.
Ma la Regione dove il ricollocamento è diventato un’arte è senz’altro la Sicilia; un paio di esempi: tale S.A., centrista poi passato all’UdC, partito per cui si candida al Senato nel 2008; fallita l’impresa, adesso è Presidente della Multiservizi, azienda della Regione, dove guadagna quasi 106mila euro l’anno; e nel CdA della stessa struttura è approdato anche Matteo Graziano che, dopo un lusinghiero curriculum politico, ha cominciato ad inanellare tutta una serie di insuccessi che lo hanno condotto a doversi “accontentare” di 66.113 euro l’anno.
Per la situazione della Sicilia, voglio fare un discorso a parte: la Sicilia è realmente una regione “autonoma”, in tutti i sensi, a cominciare dal numero dei dipendenti e dalle loro prebende; facciamo un piccolo paragone con la Lombardia e vediamo che questa, con 9 milioni di abitanti, ha un organico di 3.978 dipendenti, mentre la Sicilia, con una popolazione di 5 milioni ha 18.000 stipendiato; cioè con quasi il 50% in meno di popolazione da amministrare si ha il doppio di dipendenti: e questa è una prima, macroscopica anomalia. Secondo problema: a Paleremo c’è un dirigente ogni 6 dipendenti, per un totale di 2.150, mentre a Milano la situazione è di 1 dirigente ogni 60 persone. Mi sembra che ci sia una bella differenza sotto il profilo dei costi!Se riportiamo queste cifre a livello di spesa, abbiamo infatti che il costo per il personale nell’isola è di 162milioni di euro, mentre in Lombardia si superano di poco i 20 milioni. Quale è la differenza tra le due strutture? Semplice, la Lombardia è una Regione “normale” mentre la Sicilia è “a statuto speciale”; e che sia “speciale” si vede e bene!!

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