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lunedì, luglio 06, 2009

PARLIAMO UN PO' DI PUBBLICITA' 

E’ un po’ di tempo che non affrontiamo il problema della pubblicità, comparto economico che produce reddito ma dà anche l’immagine dell’andamento commerciale; sotto questo aspetto – anche adesso che siamo in “bassa stagione” per l’audience televisiva – non ho rilevato alcuna cedenza nelle pianificazioni e pure le situazioni semestrali di Mediaset e della RAI, non mostrano cali di nessun genere.
Possiamo quindi affermare che se va bene la pubblicità va bene anche il resto del Paese? Direi di no, anche perché non dimentichiamo che la pubblicità può essere considerata anche come l’ultima risorsa da mettere in campo prima di “chiudere”!
E non si pronunci la solita frase fatta “a me la pubblicità non interessa, io compro secondo le mie idee”, perché una buona parte dell’attività dei pubblicitari è proprio quella di “creare idee” per i telespettatori; quindi….!!
Ed anche l’affermazione che “quel certo spot non mi dice niente”, sta solo a ribadire che ogni campagna pubblicitaria ha il proprio target – cioè coloro ai quali è diretta prioritariamente – che, nel caso specifico puoi non essere tu, ma il tuo amico; comunque, alla fine dei giochi, tutti – chi in un verso, chi nell’altro – veniamo investiti dal messaggio e ne rimaniamo consciamente o inconsciamente influenzati.
Non ci dimentichiamo mai che fare pubblicità costa e quindi le aziende lo fanno solo perché rende, altrimenti non spenderebbero certo delle cifre che non danno risultati.
Ma vediamone qualcuno di questi spot e, se ci riusciamo facciamoci anche quattro risate: come non sorridere al commercial della Dash, nella quale brilla per arguzia e furbizia la bambina alla quale l’attore preconizza “questa farà strada!” ; ma dove si affermerà lo spirito della bambina non appena diventerà grandicella? Se vogliamo farle un vero augurio di felicità, preconizziamole un futuro da “velina” e vedrete che, colpirà perfettamente il desiderio proprio e dei genitori; c’è poi la Alessia Marcuzzi – onusta di gloria per la presentazione del “Grande Fratello” – che consiglia ad un’amica quel certo Yogurt, in quanto lo stesso contiene il “bifidus regularis” che è quello che ci vuole per “sgonfiare”; e lo dice con un’aria che sembra quella di una grande scienziata, mentre sappiamo tutti la sua provenienza; piccola notazione: nel primo piano della mano della Marcuzzi che regge il barattolino, un’unghia ha la camicia (come dicevamo da ragazzi), cioè è sporca nella parte tra l’unghia e la carne.
Un discorso a parte merita la Telecom che si è disfatta di Abatantuono ed è rimasta con la Elena Sofia Ricci e i due ragazzi; lo slogan, “io sto con Telecom” detto in forma aulica, è una sorta di “invito agli italiani” ad unirsi sotto la bandiera dell’azienda nazionale più rappresentativa nel campo della telefonia. Manca l’Inno di Mameli!
E la carta igienica “Foxy” ha addirittura scomodato il padre Dante; due persone, Dante e presumibilmente Beatrice, sono in una stanza arredata in stile ‘300, e l’uomo appone il punto finale ad una maxi-poesia che termina con la celebre frase “…e tornammo a rivedere il sole e l’altre stelle”; è chiaramente il grande poeta che termina il suo capolavoro, mentre la donna, Beatrice, è preoccupata della lunghezza del poema, al che Dante replica con la “fatidica” frase “…è nemmeno un rotolo” a mostrare al volgo ed all’inclita che il rotolone Foxy non è solo grande, ma è addirittura “smisurato”.
E la coppia della quale abbiamo seguito le prime disavventure coniugali? Si, quella che usa il detersivo per lavastoviglie “Fairy”! Pensate che il marito, in occasione di una riunione con altri amici, indica una stoviglia lavata con Fairy, come la stella più brillante del firmamento! Ma dico, ce ne vuole di fantasia !!

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