<$BlogRSDUrl$>

domenica, novembre 02, 2008

QUALCHE DATO SULLA SCUOLA 

Purtroppo dovrò citare qualche numero per arrivare a capirci: la riforma Gelmini si innesca in alcune cifre che estrapolo dalla prossima finanziaria (2009): ebbene, la scuola primaria avrà 242milioni di euro “in più” rispetto al 2008, quella secondaria di primo grado 228milioni mentre quella di secondo grado 395milioni in più; se questi sono tagli, li vorrei tutti gli anni; anche perché alcuni risparmi saranno derivati dalla legge 133 e cioè quelle riforme contro cui si è battuto il mondo della scuola.

Vediamole queste riforme, almeno per quello che ci ho capito io: la prima è quella del “maestro unico” alle elementari a partire dalla prima, maestro che sarà affiancato dagli insegnanti di religione e di inglese; adesso i maestri sono 3 ogni due classi, quindi 1 e mezzo per classe: non mi sembra la fine del mondo.

La seconda riforma è quella del voto in decimi nelle pagelle delle elementari (accompagnati dai giudizi) e delle medie; ovviamente sono previsti i voti anche per gli esami di terza media. In più è ripristinato il voto in condotta che farà media sul giudizio finale: con il 5 in condotta si verrà bocciati.

Il decreto prevede anche la sperimentazione dell’insegnamento dell’educazione civica (regole di comportamento nel rapporto con gli altri e conoscenza della carta costituzionale) ed il blocco per cinque anni dei libri di testo per evitare continue riedizioni quasi sempre strumentali per la vendita e basta.

Questo è in soldoni la riforma della Gelmini, che entrerà in vigore con il prossimo anno scolastico 2009/2010 e che, per quel che ne posso capire, non mi sembra meritevole di grandi elogi ma neppure di tutto quel can can che è stato messo in piedi.

Adesso la Mariastella Gelmini è attesa al varco della riforma delle Università e lì – come disse Dante – “si parrà la sua nobilitade”, nel senso che si intaccano “privilegi” enormi e ben radicati.

Non so come si muoverà la riforma, ma non possiamo mettere la testa sotto la sabbia: alcune storture dovranno essere rimosse; pensate che abbiamo 150mila insegnanti contro i 90mila che rappresentano la media europea e qui dovrà intervenire il bisturi sia pure nel modo meno doloroso possibile (per esempio abbassando l’età della pensione degli “ordinari” che adesso è ferma a 72 anni).

Ci sono poi altre storture – direi assurdità – che vanno sistemate, a cominciare dai 37 corsi di laurea con un solo studente, ai 113 con meno di 10 ed ai 323 con meno di quindici; ci sono poi i 92 atenei con 320 sedi distaccate, alcuni (pochi) d’eccellenza e altri in fallimento, sia finanziario che culturale: a questo proposito una sola proposta, perché il Consiglio dei Rettori – spogliato dalla difesa d’ufficio della propria Università – non porta al ministro una bella tabellina con quello che deve essere valorizzato e quello che può essere eliminato?

Al di là del caso mostruoso dell’Università di Siena, del quale parlo nel post di ieri, abbiamo una situazione negli atenei italiani che induce a forte pessimismo, forse perché i Rettori sono “eletti” dai loro colleghi insegnanti e non “nominati” da qualcuno che poi li chiamerà a rispondere della cattiva conduzione dell’ateneo.

A questo proposito, ho letto che le prestigiose Università di Oxford e Cambridge hanno nominato rettori esterni all’ateneo e addirittura provenienti da altri Stati: quello di Oxford è l’ex Rettore dell’americana Università di Yale: mi sembra interessante.

So che la riforma Gelmini dovrebbe prevedere anche – in alcuni casi – l’istituzione di Fondazioni a capo di alcuni atenei: con le dovute regole non mi spaventano, anzi!!


This page is powered by Blogger. Isn't yours?