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mercoledì, novembre 05, 2008

HA VINTO OBAMA 

Ha vinto Obama e il mondo intero è in fibrillazione, visto che è la prima volta che avremo un Presidente degli Stati Uniti che ha il colore della pelle diverso dal bianco; forse possiamo anche dirlo chiaramente – tanto lui è superiore a questo cose – ha vinto un negro.
Dopo avergli fatto i complimenti per la magnifica affermazione – pensate che ha conquistato quasi il doppio dei “grandi elettori del suo avversario – dobbiamo anche fargli presente che ha vinto una gara nella quale il premio è uno Stato disastrato all’interno di un modo disastrato e tutti a guardare lui quasi che fosse una sorta di taumaturgo che può compiere qualsiasi azione, anche la più difficoltosa.
I commenti “a caldo” di tutto il mondo fanno trasparire la speranza che viene riposta in questo giovane (ha poco più di quaranta anni) di risolvere i problemi che travagliano l’intero pianeta; da notare che molti di questi problemi sono stati se non creati almeno acuiti dall’attuale inquilino della Casa Bianca, quel Bush che – almeno all’apparenza – rimane simpatico solo a Berlusconi.
Non è questo il momento per ricordargli le tante aree di crisi (almeno lasciamogli prendere possesso dello studio ovale) ma di un paio credo che si possa già iniziare a parlare: la prima riguarda le due situazioni di guerra palese anche se non dichiarata – Iraq e Afghanistan – e l’altra si riferisce alla regolamentazione del mercato mondiale finanziario ed economico, al fine di tranquillizzare il piccolo uomo della strada.
Prima di fare qualsiasi mossa il bravo Barak dovrà mettere insieme la squadra dei collaboratori e già in questa incombenza si vedranno alcune sfumature di come intenda affrontare i problemi; lui non presiede un governo di coalizione ma è una sorta di monarca costituzionale che si sceglie coloro ai quali affidare i vari comparti della vita nazionale, ma con il presupposto che tutto passa davanti alla sua penna.
In politica estera il manifesto programmatico di Obama prevede una continuazione della concezione degli Stati Uniti quali “superpotenza in campo politico, militare ed economico” e, nonostante alcune concessioni previste per alleati e partner, in caso di crisi non si farà condizionare da nessuno, neppure dall’O.N.U.; “non daremo all’O.N.U. il potere di veto”, cioè non si farà fermare dai veti in Consiglio di Sicurezza: tutto questo si evince dalle cose scritte in campagna elettorale; se poi verranno mantenute….
In questo primo commento alla super-vittoria di Obama, resta da notare che circa 40 anni or sono Martin Luther King diede luogo a violente manifestazioni per rivendicare la parità di diritti tra bianchi e neri; dopo un tempo relativamente breve, la battaglia è stata non vinta ma stravinta tant’è vero che un nero è arrivato addirittura alla Casa Bianca.
Domandiamoci in quale altro Paese tutto questo avrebbe potuto accadere ed anche noi italiani dobbiamo porci la domanda se il nostro elettorato avrebbe potuto accettare una situazioni del genere. E voglio aggiungere che tutti coloro che stanno festeggiando la vittoria di Obama dovrebbero porsi la domanda se anche loro l’avrebbero votato e rispondersi con grande sincerità, tanto non li sente nessuno!! .
E quando critichiamo o peggio ancora guardiamo con sufficienza alcune manifestazioni di costume degli States, facciamo in modo che questa giornata resti impressa nella nostra memoria e ci permetta di filtrare le cose attraverso lo storico evento di oggi.
Resterebbe da esaminare la vittoria sotto l’aspetto mediatico, ma non c’è spazio: lo faremo in un prossimo futuro quando avremo anche maggiori informazioni sull’andamento della campagna elettorale.

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