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domenica, ottobre 12, 2008

ZIBALDONE N.10/2008 

Questo zibaldone autunnale, vuole essere dedicate a un paio di argomenti che mi hanno interessato e continuano ad essere fonte di ripensamenti per me; spero quindi che lo siano anche per i miei amici lettori.

IL PRIMO argomento si riferisce ad un mio post di circa una settimana fa, nel quale affronto il problema del legame tra crisi dei mercati e globalizzazione; in merito a quest’ultima, riporto le dichiarazioni di tre grandi personaggi politici – di diversa estrazione politica e culturale (Clinton, D’Alema e Castro) – sul fenomeno dell’unione forzosa dei mercati e cito tali dichiarazioni definendole come una sostanziale accettazione, quasi una ineluttabilità della situazione, ed uso, forse impropriamente, il termine “lodare” per evidenziare l’atteggiamento dei citati signori.

Ora, il mio discorso era grosso modo il seguente e, forse mancando qualche passaggio, l’idea non è balzata fuori in modo evidente: dunque, diciamo che se tali dichiarazioni vengono fatte dal barista dove vado a prendere di solito il caffè, si tratta di una accettazione e di una manifestazione di impotenza; ma se a farle sono tre personaggi pubblici che, sia pure a vari livelli, hanno avuto ed hanno grosse responsabilità politiche e altrettante importanti fette di potere, mi significano che non c’è mai stato una sostanziale avversione per tale forma di mercato, e quindi posso anche arguire che tutti e tre siano – se non proprio degli estimatori – almeno delle figure politiche che hanno visto di buon occhio l’avvento di tale situazione.

Se mi sbaglio chiedo venia, ma non ho ricordanza di aver sentito prendere posizione contro la globalizzazione da nessuno dei tre; in particolare, da Castro e da D’Alema mi sarei aspettato qualcosa in più, forse anche qualche contumelia di quanto stava accadendo e invece si è sempre taciuto; e non mi si faccia il discorso della necessità di “governate il mercato”, perché questo vale in regime liberista non globalizzato, ma nell’attuale situazione, nessuno Stato da solo può essere in grado di controllare e poi governare quello che gli arriva per effetto dell’importazione di situazioni finanziarie malsane. Spero adesso di essere riuscito a spiegarmi, altrimenti ci ritorneremo sopra..

IL SECONDO argomento riguarda una dichiarazione del magnate del petrolio Abramovich, patron tra l’altro della squadra di calcio del Chelsea; il brav’uomo, dopo essersi dichiarato follemente innamorato della Toscana, afferma con l’impudenza che gli perviene dai miliardi posseduti, che “vorrebbe comprarla tutta”.

Aggiunge poi che “la conosce bene, in particolar modo la Versilia e Forte dei Marmi; ma anche le colline senesi; trova poi qualcosa di magico nell’aretino e l’isola d’Elba gli piace, ma è troppo affollata per i suoi gusti”.

Il personaggio, a giudicare dalle foto, non mi è molto simpatico in quanto lo trovo poco espressivo e con l’aria molto “a mafioso”; certo che se non fosse stato furbo non avrebbe potuto raggiungere la posizione attuale!!

Ed è anche uno di quelli che quando ama qualcosa la compra in un modo o nell’altro, quindi possiamo essere certi che a breve scadenza c’è da aspettarsi un suo importante investimento immobiliare in Toscana: si parla di un castello vicino alla tenuta di Sting, nel Chianti, dove il cantante trascorre molti fine settimana. Intanto sta facendo pratica – a modo suo – sui vini toscani: nella sua cantina personale, allogata in qualcuna delle sue numerose ville, ci sono ben 3000 bottiglie di vini toscani super selezionati, che rappresentano il meglio del meglio della produzione.

Che dire? Beato lui e auguriamogli che gli duri!!


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