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giovedì, ottobre 09, 2008

QUALCHE OSSERVAZIONE SULLA CRISI FINANZIARIA 

Diciamo subito che le Banche Centrali, sia quella europea che le altre sparse per il mondo, hanno abbassato i tassi di sconto – come tutti gli chiedevano – ma le Borse hanno risposto in modo strano e contraddittorio: dopo un accenno di gradimento della mossa, i mercati sembra che non l’abbiano ritenuta sufficiente a risolvere le cose ed hanno ripreso la loro discesa.

Prima considerazione: chi sono questi “mercati” che prima credono e poi si smentiscono? Sono rappresentati da qualche entità corporea oppure sono “puro spirito” e quindi non identificabili? Se volete la mia opinione, si tratta sempre dello stesso manipolo di 15/20 persone che “comandano” veramente e determinano le sorti dell’umanità: chi siano è più difficile scoprirlo, ma qualche nome possiamo farlo, ad esempio quello del finanziere Soros, che di mestiere “traffica” in tutto quello che può aumentare o diminuire di prezzo; capito nelle mani di chi siamo??

Durante la crisi abbiamo assistito ad un continuo balletto di accuse e risposte da parte della maggioranza e dell’opposizione, i quali incuranti dei problemi stringenti, hanno bellamente seguitato ad offendersi ed a incolparsi vicendevolmente; solo ora sembra che il Segretario del PD, Walter Veltroni, abbia compreso che inseguire Di Pietro nella tattica del tanto peggio tanto meglio, non porta da nessuna parte, specie per un partito di popolo come il suo; certo che la collaborazione tra le forze politiche dei due schieramenti è resa difficoltoso dagli atteggiamenti degli uomini politici nostrali che di fronte ad una comune decisione, si arrogano ciascuno di loro il merito – se riesce – e affermano invece di essere stati contrari, se la stessa non ha il risultato sperato.

Adesso facciamo una risata: circola negli ambienti politici romani una storiella che – anche se non fosse vera – è decisamente gustosa: Cossiga telefona a Prodi per fargli le congratulazioni per l’ incarico ricevuto dall’ONU e aggiunge: “…anche se in Africa non ci saresti dovuto andare tu, ma Veltroni”; al che Prodi replica: “Francesco, non sapevo fossi razzista” e Cossiga di rimando: “Razzista io? Perché lo dici?” e Prodi “Ma come, gli africani hanno già i loro problemi e tu gli vuoi mandare anche Veltroni?!”.

Ma torniamo alla crisi e vediamone un altro particolare: rispetto alle volte precedenti, adesso abbiamo una diversa situazione nei ruoli di comando delle maggiori imprese; una volta le grandi aziende erano di proprietà di Tizio o di Caio, i quali agivano per il loro interesse che diventava anche interesse pubblico; adesso le grandi imprese finanziarie – Banche, Assicurazioni, Società di Leasing e di Mutui – hanno un Consiglio di Amministrazione ed una “governance” che è diretta emanazione di manovre politiche e discende da giochi di potere e di sotto governo (male non solo italiano!)

La differenza tra prima e adesso è che una volta colui che prendeva le decisioni rischiava i suoi soldi, adesso la suddetta governance rischia al massimo un po’ di titoli dell’azienda ricevuti come “stock option”, ma per il resto – male male che vada – una buona uscita multimiliardaria (in dollari o euro) non gliela toglie nessuno; quindi, non dico che facciano a posta a sfasciare l’azienda, ma insomma….non c’è quell’interesse specifico che ha il proprietario della baracca a non farla crollare.

A proposito della causa di tutto questo casino, la diagnosi più pregnante mi è sembrata quella di un nostro economista che ha detto: “in America alcune Banche hanno fatto delle operazioni che potremmo definire “infette”; per effetto della globalizzazione questa infezione si sta spargendo in tutto il mondo e tutti noi siamo impegnati a curarla con l’antibiotico adatto”; auguriamoci che ci riescano!!

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