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domenica, giugno 15, 2008

MI E' PIACIUTO VELTRONI !! 

Incalzato dagli eventi e sospinto da un Di Pietro che si dimostra sempre più una mina vagante, il leader dell’opposizione, Walter Veltroni, ha detto un paio di cose a proposito delle intercettazioni che mi hanno convinto.

La prima è che “mentre gli italiani faticano ad arrivare alla fine del mese” il governo pensa alle intercettazioni; e vorrei vedere come dar torto al bravo Walter, specie perché con il precedente governo ci siamo più volte incazzzati sulle quisquiglie che si andava a discutere mentre l’andamento dell’economia andava segnando sempre cifre negative.

Adesso siamo nella stessa situazione e l’ufficio marketing di Palazzo Chigi ha suggerito al suo inquilino di fare un po’ di polverone sulle intercettazioni telefoniche, almeno fino a quando non si trova qualcosa di meglio o – come sarebbe sperabile ed auspicabile – si mette mano a qualche provvedimento che ridia alle famiglie con redditi medio bassi lo stesso potere d’acquisto che gli è stato eroso dai circa 9 o 10 punti di inflazione piombati sul capo degli italiani negli ultimi due anni.

La gente comune, quella che al mattino si alza presto per andare a lavorare – i fortunati che hanno un lavoro – oppure a cercarsi un lavoro (cosa sempre più difficile), è ancora “in luna di miele” con l’esecutivo, ma l’effetto durerà al massimo fino all’inizio del prossimo autunno, dopo di che si cominceranno a trarre delle somme ed a stilare i primi bilanci; in questo periodo – definiamolo ”d’esame” – l’argomento delle intercettazioni telefoniche, in qualunque modo venga risolto, non avrà nessuno spazio, perché non ha grosso appeal tra le persone, che hanno ben altro da pensare..

Ma a proposito delle intercettazioni, mi piace ricordare la seconda affermazione di Walter che ho apprezzato: pur spinto dall’irruenza di Di Pietro a fare a cazzotti, ha prima affermato che “tutti sentiamo il bisogno di nuove regole” e poi ha continuato dicendo che il problema, più che nel merito delle intercettazioni, sta nella loro diffusione che deve essere regolata con norme severe in modo che i cittadini che non hanno fatto niente di male non trovino i loro nomi sui giornali”.

E così facciamo un piccolo passo indietro e torniamo al mio post del 10 corrente che ha suscitato una ridda di commenti, i più svariati e i più articolati; dopo avere riconfermato che sono stati tutti molto graditi, volevo chiarire che il mio intervento non era centrato sulla tipologia dei reati da controllare oppure no, quanto sulla loro diffusione scriteriata, cioè senza un criterio che. non sia quello dello “scandalo”.

Nessuno può illudersi che la Magistratura possa fare a meno delle intercettazioni, ma, così come avviene in paesi a noi vicini tipo la Gran Bretagna, il loro utilizzo è limitato alle indagini, in quanto non è prova ammissibile in tribunale; e della loro diffusione non se ne parla proprio, in quanto sono tutti atti “secretati” e quindi la loro uscita dalle cancellerie dei tribunali è “colpa” soltanto di qualcuno all’interno ed infatti non si ha memoria di pubblicazioni di tali conversazioni neppure sui celebri tabloid scandalistici. E ritorniamo così alla diffusione: a chi dobbiamo imputarla? Ai Magistrati ed ai loro collaboratori oppure agli avvocati difensori che ne entrano in possesso e, per una loro strategia particolare, decidono di consegnarle alla stampa?

In proposito vorrei concludere con una battuta che mi è particolarmente piaciuta: costringere un Magistrato a non diffondere le intercettazioni, specie le più piccanti, è come costringere un dongiovanni, dopo la conquista di una donna, a non raccontarlo agli amici. Dovete convenire con me: carina e rende bene l’idea!!


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