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domenica, aprile 13, 2008

IL SISTEMA INCOLPA LA GENTE 

Questo andazzo – cioè dare la colpa di tutto alla gente, meglio se “povera gente” – era cominciato al tempo dei famigerati aumenti dei generi alimentari e delle tariffe; a proposito, mentre per gli alimentari noi povera gente possiamo rifugiarci nei generi di seconda o terza categoria, per le tariffe (elettricità, gas, acqua, telefono, autostrada, ecc.) non abbiamo scelta, se non ridurre i consumi ma anche in questo caso il risparmio è assai modesto.

Torniamo alla colpa: in quel periodo l’ineffabile presidente della Banca Centrale Europea, Trichet, ebbe una sortita a dir poco vergognosa: disse rivolgendosi a tutti i governi europei, di non consentire aumenti salariali in quanto sarebbero stati dannosi per l’andamento dei prezzi, in particolare, e dell’economia in generale.

Quindi noi poveri salariati o pensionati a reddito fisso ci siamo sentiti colpevoli di incidere gravemente sull’andamento economico dell’Euro; e ci siamo chiesto: ma cosa possiamo fare per aiutare l’economia della nostra nazione e, più in generale, dell’Europa? E ci siamo risposti che dovevamo stare zitti e abbozzare, il che tradotto in parole un po’ più scurrili, significa prenderlo in quel posto e non fare un fiato.

Quando ho letto quelle parole di Trichet mi sono chiesto se il presidente ce l’aveva con noi povera gente per qualche motivo specifico o che altro; invece poi ho capito che noi povera gente, per l’illustre presidente, eravamo soltanto dei miserevoli “numeri” e che quindi lui non sapeva neppure che dietro questi numeri ci potessero essere degli esseri umani, uomini, donne e bambini che dipendevano da quelle cifre. Ed allora l’ho perdonato!! Come poteva, lui così in alto, avere contezza di noi così in basso!!

Adesso ci risiamo: una ricerca – eseguita sulla gente comune, immagino, scartando cioè i “grandi” dello sport, della politica, dell’industria e della finanza, cioè i vari Montezemolo, Vieri, Totti, Briatore e compagnia cantando – ha rilevato che noi uomini di questo periodo facciamo veramente schifo: pensate che 4 mariti su 10, sotto i 40 anni, spesso con figli, hanno rapporti rarissimi o nulli; “lui”, il colpevole, si rifugia nel sesso on line o in quello a pagamento, lasciando la compagna a bocca asciutta.

Solo uno su dieci arricchisce il rapporto immettendoci un po’ di peperoncino, sia esso il sadomaso casalingo o gli scambi di coppia; in genere è lui a trascinare lei, ma anche queste impennate erotiche hanno breve durata e si alternano a lunghi digiuni.

C’è poi il rapporto “mordi e fuggi”: viene calcolato che la media per i trentenni è sui tre minuti e, alcune volte, occorre una buona dose di Viagra per ingranare.

Ma il motivo di questa carenza di rapporti? Come dice un vecchio detto di origine napoletana “la minchia non vuole pensieri”, indicando nel cervello il luogo dal quale non partono i giusti stimoli; le preoccupazioni del lavoro e quelle per far quadrare il bilancio sono ai vertici di questa classifica, ma ci sono anche delle motivazioni decisamente più futili: “se la squadra del cuore perde, conferma la ricerca, lui si deprime, perde il desiderio e la notte finisce in bianco”; il rimedio consigliato dal sessuologo è “che la società di calcio faccia una buona campagna acquisti”. Nessuno che si sia occupato della “qualità” del compagno/a e, soprattutto del tempo che è passato dalla prima volta insieme.

Insomma, così come invochiamo la “scala mobile” per il primo argomento (aumento dei prezzi) auspichiamo che anche per l’amore ci sia qualcosa che ci possa invogliare un po’ di più: chiedo troppo se auspico una sorta di scambio di partner legalizzato dallo Stato? Cioè, con la Bellucci facciamo un po’ per uno e non tocchi sempre al solito!!


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