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martedì, novembre 13, 2007

L'ARGOMENTO DEL GIORNO 

Mi vedo costretto ad affrontare – di mala voglia – l’argomento che ha preso piede in tutti i mass media e in tutte le discussioni, compresi svariati blog: alludo all’uccisione del giovane romano, di fede laziale, da parte di un agente della polizia stradale, fatto avvenuto in un’area di sosta alle porte di Arezzo.

Da quello che sappiamo al momento, possiamo così ricostruire l’evento: nella parte della corsia verso Nord, si ritrovano all’autogrill due auto, una di tifosi laziali e l’altra di supporter juventini; tra le due fazioni volano degli sfottò che ben presto si trasformano in autentiche offese e successivamente in qualche spintone con alcuni (probabilmente, perché nessuno ne parla) cazzotti da entrambe le parti.

Dalla parte opposta dell’autostrada, cioè in direzione Sud, c’è nella stessa area di sosta una pattuglia della polizia stradale che vede – da lontano, sono oltre cinquanta metri – il tafferuglio e cerca di sedarlo in qualche modo: inizia con il suonare la sirena dell’auto, ma vista l’inutilità del gesto, uno degli agenti impugna la pistola e spara un primo colpo in aria e un secondo….alt, perché qui le versioni divergono abbastanza nettamente.

L’agente afferma che mentre stava correndo con la pistola in mano, gli è scappato un colpo che è andato ad impattare con il giovane romano che nel frattempo era rientrato in auto; l’altra versione - sostenuta da alcuni testimoni oculari - afferma invece che il poliziotto si è portato sopra ad una piccola montagnola e da lì ha fatto fuoco impugnando il revolver con due mani, proprio come si farebbe per mirare a qualcosa.

La versione del Questore di Arezzo è questa: “al momento, si è potuto appurare che il secondo proiettile ha viaggiato parallelo al terreno e quindi ad altezza d’uomo”; la cosa mi sembra talmente ovvia che non meriterebbe neppure un commento: se il proiettile avesse viaggiato ad altezza “superiore a quella di un uomo” non avrebbe colpito l’auto e di conseguenza il suo occupante.

L’episodio, avvenuto poco dopo le nove del mattino, ha ricevuto uno stranissimo ed improvviso tam tam da radio private e da televisioni locali; per effetto di queste casse di risonanza i tifosi che si stavano recando agli stadi sono venuti a conoscenza dell’accaduto ed hanno “preteso” l’annullamento delle partite in segno di lutto: oltre a San Siro, dove è stata sospesa Inter-Lazio, non si è giocato a Bergamo e neppure il posticipo previsto per le 20.30 a Roma.

Intanto le tifoserie si sono scatenate in cortei contro le forze dell’ordine e, specie nella capitale, sono state prese d’assalto alcune caserme e posti di polizia: danni a cose (in genere auto e vetrine) ma nessun ferito di rilievo (per fortuna!).

Il giorno dopo, i dirigenti calcistici e i rappresentanti politici per lo sport, hanno deciso una domenica di sospensione per tutto il calcio: la domenica in questione è la prossima (19/11) ma, guarda caso, la Serie A sarebbe stata ferma in ogni caso per un impegno della nazionale; quindi il provvedimento riguarda solo la B e la C, come a dire le serie minori: attenzione a prendere in giro la gente!!

Fin qui la narrazione dell’evento; adesso dobbiamo chiederci il motivo per cui la gente ce l’ha tanto con le forze dell’ordine (in particolare con la Polizia), tenendo presente che negli scontri e nei cortei non ci si riferiva solo all’evento tragico, ma evidentemente c’era qualcosa d’altro che ribolliva dentro queste frange di ragazzi (di ogni estrazione sociale e politica)

La ricerca di queste motivazioni formerà oggetto del prossimo post e, spero di ricavare qualcosa di interessante.


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