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giovedì, luglio 05, 2007

SUI COSTI DELLA POLITICA 

Il DDL del Governo sulla riduzione dei costi della politica dovrebbe essere in retta d’arrivo e, entro questa settimana dovrebbe approdare in Consiglio dei Ministri per l’approvazione; a questo proposito, perdonatemi una breve digressione: il bravo Massimo D’Alema, nel corso di una malinconica considerazione sull’andamento di questo esecutivo, ha avuto una battuta felice: “I provvedimenti che il governo assume, dopo essere usciti dal Consiglio dei Ministri, approdano in quel “tritacarne” che è diventato il Parlamento e, dell’originario contenuto, arriva in fondo nemmeno il 10%”.

Perdonate la dissertazione e torniamo al provvedimento, anzitutto all’obbiettivo dichiarato, che recita così: “razionalizzare le spese, cancellare i privilegi e ripensare le regole della rappresentanza locale”.

Questo primo indirizzo ci dice che al momento nell’occhio del ciclone riformista ci sono le varie componenti della politica locale; il governo però non deve dimenticarsi i “privilegi” anche delle forze politiche nazionali, specie per quanto riguarda gli stipendi ed i benefit, considerati eccessivi da tutti i cittadini; un’altra voce che al momento non trovo, è l’eliminazione delle strutture a disposizione dei deputati e dei senatori per farvi i loro uffici di rappresentanza: non potrebbero pagarsi gli affitti come fanno tutti i comuni mortali??

Nel provvedimento che il governo sta per emanare, viene prevista una riduzione dei 25% dei consiglieri delle assemblee elettive, con un limite di 15 assessori regionali e 14 provinciali; viene poi indicata una abolizione di buona parte delle Circoscrizioni che vengono lasciate – in pratica - solo per le grandi città; si prevede poi la “diminuzione” delle auto blu, con l’introduzione di mezzi cumulativi e l’abolizione del cellulare se non per coloro che hanno l’obbligo della reperibilità.

Una cosa curiosa e interessante – ma che dubito passi attraverso il “tritacarne” di cui sopra – è la possibilità di verificare, anche a campione, l’uso corretto di auto e cellulari: a questo proposito non mi sembra che venga specificato a chi è affidato questo controllo.

C’è poi un massiccio attacco – ma non è il primo!! – ai cosiddetti enti superflui, la cui chiusura mi sembra solo fittizia, in quanto le competenze (ma quali, se è superfluo??) passerebbero alle Regioni, le quali ovviamente si dovranno far carico del personale e soprattutto dei corposi incarichi a consulenti esterni amici degli amici degli amici….

Ci sono poi le operazioni eseguite palesemente in dispregio di ogni logica e, soprattutto, contro ogni regola di buona amministrazione; sentite questa: nella mia Regione, il Governatore – persona autorevole e di fervida immaginazione – dopo aver installato ambasciate regionali in quasi tutte le principali città del mondo (con i costi che è facile immaginare, ma della cui entità non si conosce il livello), ha anche fortemente voluto un assessorato che, solo a scriverlo, mi scappa da ridere: Assessorato alla Pace ed al Perdono: costo annuo della struttura 7 milioni di euro.

In aggiunta a ciò abbiamo anche 8 milioni annui di spese “per la comunicazione” che non sono altro che “marchette” fatte per il Governatore e per i principali Assessori.

Come si vede, eliminando questi sprechi macroscopici, si risparmiano 15 milioni di euro e – quel che più conta – non c’è nessun cittadino che abbia qualcosa da ridire; esclusi quelli che sono direttamente interessati alle due operazioni, ma quelli verranno riciclati in altre strutture.


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