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giovedì, luglio 26, 2007

SIAMO UN PAESE FEUDALE ?? 

Qualcuno dei miei lettori ricorderà un mio post di qualche tempo fa, nel quale elencavo tutta una serie di “consulenze” della Regione Toscana che stavano entrando nel mirino della Corte dei Conti in quanto, oltre che palesemente assurde, potevano essere realizzate da personale già stipendiato dall’Ente locale.

Ebbene, l’Istituzione Amministrativa di Controllo, ha avanzato una serie di “costituzioni in mora” (che poi sarebbero delle richieste di restituzione danni allo Stato) nei confronti di circa sessanta dirigenti regionali, rei di avere abusato dei loro poteri per mettere in piedi consulenze risibili e assolutamente non necessarie, spendendo così una cifra che oscilla tra i 3,5 e i 4 milioni di euro che sarebbero da restituire.

Volete qualche titolo di questa galleria di sciocchezze (ma lucrative!!): per una ricerca sulla “spiritualità femminile” si è pagato 100 mila euro, per un’altra sulle “televendite nei network regionali” solo 40 mila, mentre per la consulenza dal titolo “Strategia di comunicazione del piano regionale della mobilità e della logistica” siamo arrivati a ben 118 mila euro: certo che il titolo da solo ne vale mezzi!!

State ora attenti a questa finezza: i politici regionali, veri fomentatori di tali consulenze date ad amici e sodali, si trincerano dietro i dirigenti che hanno commissionato le ricerche, indicandoli come i soli responsabili dell’eventuale reato.

Ricordate gli studi della storia quando andavamo a scuola? Ci hanno insegnato che nel periodo feudale, i nobili non lavoravano, non pagavano le tasse e avevano un Diritto tutto loro, diverso da quello del Terzo Stato; i nobili di adesso – i politici e loro succedanei, famigli ed amici degli amici – continuano a non lavorare, non pagano le tasse (o quasi) sui loro emolumenti e si sono precostituiti di fatto una loro impunità penale che li mette al riparo da ogni agguato.

A quei tempi si fece la rivoluzione per ovviare a questo stato di cose e non è questa la sede per giudicare come è andata a finire (sicuramente meglio di prima); adesso chiediamoci cosa ci resta da fare.

Da un primo sommario esame della situazione non mi sembra che ci siano le condizioni per sovvertire l’ordine costituito, sia per oggettiva carenza di motivazioni significative ma soprattutto per l’assoluta assenza di una struttura che possa guidare tale operazione.

Adesso la gente pensa alle ferie, ad andare al mare o in montagna e poi, al ritorno si vedrà: certo che se Visco continua a fare simili dichiarazioni aizza talmente la gente che….non si sa!!!

Sentite l’ultima: sono aumentate le entrate fiscali di quasi 2 miliardi di euro rispetto alla previsioni, e l’ineffabile viceministro afferma: “è merito nostro!!”, commentando poi che sul piano della lotta all’evasione ancora non ci siamo.

Quindi, se non capisco male, il “merito” sarebbe solo quello di avere aumentato le aliquote e i balzelli, andando a rovistare in ogni cantuccio e tassando anche l’aria che respiriamo: se questo è un “merito”, ce l’ha di sicuro, anche se la brava gente che ha sempre pagato le tasse tiene a precisare che gli aumenti hanno riguardato proprio loro, i soliti noti e basta, quindi niente ingegneria fiscale ma soltanto banale aumento di aliquota; leggete a questo proposito il mio post di ieri.

Ma allora, cosa ci resta da fare? Temo che si sia veramente poco da fare, se non sperare in qualche “elemento esterno” che potrebbe generare una sorta di reazione a catena e allora…chissa…??


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