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giovedì, gennaio 11, 2007

DUE PERDITE NEL MONDO DEL CINEMA 

Due perdite importanti per il mondo del cinema appaiono oggi sulla stampa quotidiana: magari non sono di quei nomi che fanno saltare sulla sedia chi li ascolta, ma sono due personaggi che hanno avuto molta importanza nel dorato mondo della celluloide.

Il primo VIP è senza dubbio Carlo Ponti, impropriamente conosciuto soprattutto come “il marito di Sofia Loren”, ma nella realtà produttore di successo e realizzatore di film che ancora oggi sono nella storia del cinema.

Era nato a Magenta, cittadina alla periferia di Milano dove verrà sepolto in forma strettamente privata, nel 1912 (aveva quindi 94 anni); dopo una laurea in giurisprudenza presa all’Università di Milano, era entrato nel mondo del cinema e aveva fatto il suo esordio nel 1941 producendo per la LUX Film “Piccolo mondo antico” diretto da Mario Soldati.

Lungo sarebbe l’elenco delle produzioni di Ponti; mi limiterò ad un film che amo particolarmente, “La strada”, diretto da Fellini nel 1954, con la Masina e Antony Quinn: è il primo lavoro che lo conduce alla mitica statuetta, in quanto il film, dopo aver vinto i Nastri d’Argento, si aggiudica anche l’Oscar e sarà il primo che vincerà il regista riminese.

Il matrimonio con la Loren è del 1966, anno un po’ turbinoso per la bella attrice napoletana alla quale viene attribuita “una affettuosa amicizia” (come si diceva allora) con il fascinoso Gary Grant, conosciuto durante la lavorazione di “Arabesque”: Ponti sorvola sulle chiacchiere, così come farà anche in seguito per quelle su Masatroianni, e “completa” il matrimonio con Sofia, già sposata civilmente in Messico nel 1957, quando il produttore era ancora legato alla prima moglie.

Oltre a Fellini, la collaborazione di Ponti si è sviluppata con altri grandissimi registi italiani e stranieri; faccio solo alcuni nomi: King Vidor per “Guerra e Pace”, De Sica per “La Ciociara” (altro Oscar), Michelangelo Antonioni per “Blow-up”, “Zabriskie Poit” e “Professione Reporter”, David Lean per “Il dottor Divago”, Roman Polanski per “Che?” e Ettore Scola per il magistrale “Una giornata particolare” con Mastroianni e la Loren.

La coppia Loren-Ponti lascia due figli, Edoardo e Carlo Jr, quest’ultimo chiamato da tutti affettuosamente Cipi”.

Il secondo personaggio che ci ha lasciato in questi giorni è Yvonne De Carlo, deceduta in California a 84 anni di età; i più giovani tra i miei lettori magari neppure l’hanno sentita nominare, eppure la bellissima Yvonne, negli anni a cavallo tra il ’50 e il ’60, rappresentava uno tra i miti di Holliwood più importanti.

Nel 1956 infatti interpreta la moglie di Mosè nel celeberrimo “I dieci comandamenti” di Cecil B. De Mille, film che fece incetta di Oscar e che incassò cifre da capogiro.

Era diventata famosa anche per una partecipazione applauditissima al serial televisivo I Mostri”, nel quale interpreta il ruolo della moglie di Frankenstein.

Una donna bellissima ed un’attrice molto brava: adesso, con la sequela di anoressiche bambine che popolano il nostro cinema, ce ne sono sempre meno di professioniste con le caratteristiche della bellissima Yvonne..


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