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giovedì, novembre 23, 2006

NON CAPISCO: MA DIPENDE DA ME !! 

In questi ultimi giorni, vedo passare davanti ai miei occhi alcune storie, alcune decisioni prese da “persone che contano” che proprio non riesco a comprendere: però vi assicuro che ormai me ne sono fatta una ragione e ho stabilito che “dipende da me”, dal fatto che sono un ingenuo ragazzo di campagna, come si diceva una volta, e che posso facilmente non capire quello che avviene attorno a me.
Vediamole insieme queste cose che potrebbero far parte di uno zibaldone speciale; la prima che mi viene in mente è la vicenda della sanità e, in particolare, le lunghe liste di attesa per visite specialistiche ed analisi: quasi tutti i giornali si sono impegnati in varie inchieste dalle quali è scaturito un dato costante: in tutte le città italiane ci sono code spaventose nella sanità pubblica, ma basta pagare – sempre nella stessa organizzazione, ma facendo appello alla intramoenia - e si risolve il problema.
Cosa è questa intramoenia? È un meccanismo inventato dalla Bindi nel 1999 per far sì che i medici potessero svolgere la loro libera professione “all’interno delle mura” (significato del termine intramoenia), cioè all’interno della struttura pubblica, alla quale riversano una parte del ricavato.
L’attuale ministro della salute, la Turco, appreso questa situazione e incavolata nera per questo andazzo, ha imposto alle Regioni di …. ampliare i locali adibiti alla intramoenia entro il 31 luglio 2007. Ma siamo sicuri che era questo che le chiedevano i cittadini??
Passiamo al fenomeno dei giovani che riprendono scene di sesso con il loro cellulare, il tutto abbinato all’altro fenomeno: quello del bullismo dei ragazzi nei confronti dei più deboli, in particolare le donne.
Indovinate cosa ha partorito la mente geniale dell’attuale Ministro dell’Istruzione, l’illustre Fioroni: basta cellulari all’interno delle classi. Premesso che questo divieto è già stato attuato da alcuni Presidi – definiti “saggi” dallo stesso ministro – voglio sperare che non si abbia qualche speranza che basti togliere il telefonino per avere risolto il problema, perché altrimenti qui si è perso veramente la testa.
Ma come, mi chiedo e vi chiedo, persone del mondo dell’educazione arrivano a pensare che basti un divieto per avere risolto il problema? E quando i ragazzi non sono in aula, e quindi possono usufruire del cellulare, chi è adibito ad educarli nel corretto uso dello strumento? Ah, ho capito, la scuola delega questa incombenza alla famiglia; a quella stessa famiglia che ha comprato loro un aggeggio con il quale si potrebbe sfamare per un mese un intero villaggio africano??!!
E voglio concludere con il problema dei senatori a vita, nobile casta di vecchietti che hanno ricevuto questo “laticlavio” per i meriti acquisiti durante la loro esistenza; finora, questi distinti signori e signore, avevano brillato per la poca presenza nell’aula parlamentare, mentre adesso non mancano una seduta, in quanto – per colpa di una errata legge elettorale – il loro voto è diventato determinante per l’approvazione o meno delle leggi, dato che maggioranza ed opposizione sono praticamente in parità.
Questo laticlavio esiste anche in qualche altro paese (pochi), ma a coloro che ne fruiscono non viene richiesta l’incombenza del voto, in quanto la nomina ha un valore assolutamente apolitico, mentre il funzionamento del Senato avviene secondo maggioranze politiche. E poi, diciamocela tutta, questa schiera di arzilli vegliardi, si rende sempre conto di quello che sta votando o viene pilotata??

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