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giovedì, giugno 15, 2006

EUROPA E STANGATE 

La mia posizione critica nei confronti dell’Europa vi sarà ben nota, dato che l’ho espressa a più riprese, ma voglio ribadire alcuni concetti, anche alla luce dell’entrata in funzione del nuovo governo e del nuovo Ministro dell’Economia, quel Padoa Schioppa che – in perfetto stile politichese (eppure non è un politico) – sembra nato l’altro ieri, tanto si meraviglia di un sacco di cose delle quali era perfettamente a conoscenza.
E allora vediamo quali sono le ultime cose che mi hanno fatto inquietare verso l’Europa: il commissario U.E. Almunia, di matrice spagnola, sostanzialmente di estrazione politica e non tecnica, si affanna a esternare verso l’Italia ed i suoi conti pubblici, richiedendo una sollecita e “importante” manovra correttiva – leggi stangata – per riequilibrare la situazione; questo Almunia è lo stesso che appena un paio di mesi fa, all’allora ministro dell’economia Tremonti, aveva assicurato che la “finanziaria 2006” era sufficiente per sistemare le cose e per rientrare nei parametri stabiliti dal famigerato trattato di Maastrickt.
Ora mi chiedo e vi chiedo: ma se i conti andavano “abbastanza bene” i primi di aprile, cosa sarà mai successo da allora ai primi di giugno per modificare così il giudizio del commissarie europeo? Non sarà che questo signore – ripeto, politico di professione – gioca di sponda con i ministri dell’economia dei vari paesi membri e dice quello che ai singoli ministri “fa comodo che dica”? Cioè, Tremonti aveva bisogno di affrontare le elezioni con una situazione di tranquillità sostanziale (e Almunia gliela fornisce prontamente), mentre Padoa Schioppa ha bisogno di avere le mani libere per mettere in piedi una stangata che….speriamo bene (ed anche qui Almunia gli fornisce l’occasione). Lo so che sono un “malpensante”, ma ormai sopportatemi!
Ma a proposito di stangate, il Centro Studi degli artigiani della Cgia di Mestre fornisce alcuni dati che fanno riflettere: in dieci anni lo Stato-cannibale ha saccheggiato ad aziende e cittadini qualcosa come 240 miliardi di euro che, tradotti in lire, danno un risultato di 465 seguito da dodici zero (non so cosa significhi, se trilioni, biliardi o altro).
Ed allora vediamo se con questa cifra così spropositata almeno abbiamo risolto qualcosa, per esempio, siamo riusciti ad abbattere il debito pubblico, e la risposta è un bel “no” con l’aggiunta della specifica che in questo periodo è addirittura aumentato; allora forse saranno serviti a fornire ai cittadini migliori servizi, tipo ferrovie o viabilità autostradale: la risposta datevela da soli, e potrei continuare a lungo..
Ma allora con questa montagna di soldi che cosa ci abbiamo fatto? A mio modo di vedere è servita a due “classi”, abbastanza contigue, che si vanno sempre più espandendo ed arricchendo: da una parte ci sono i cosiddetti “statali”, dagli uscieri fino agli alti burocrati, tutti impegnati a fare il meno possibile e a guadagnare sempre di più, magari non facendo niente nell’orario di lavoro e facendosi pagare lo straordinario per sistemare quelle quattro cose da fare.
Dall’altra ci sono i politici, sempre più mangiasoldi, sempre più affamati e sempre in crescita come numero: una recente statistica ha rilevato che in Italia sono almeno 400.000 che vivono, e bene, di politica, loro e le loro famiglie.
La politica dunque ingrassa sempre più chi la fa e affama sempre più quei cittadini in nome dei quali i signori politici dovrebbero operare.
Ovviamente, in testa a questa caterva di mangia pane a tradimento ci sono quelli di Bruxelles, sia che si parli di politici che di funzionari, entrambi dediti alla rapina autorizzata dello stipendio ed alla ricerca ossessiva di qualcosa di sensato da fare.
Meditiamo, gente, meditiamo!

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