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martedì, maggio 16, 2006

L'INCORONAZIONE DI RE GIORGIO 

Re Giorgio! Questo era (forse è ancora) il soprannome con cui Giorgio Napolitano veniva chiamato dagli amici e dai “compagni” e questo per due ordini di motivi: il primo discende dalla straordinaria somiglianza con Umberto I di Savoia e il secondo per il tipico aplomb reale che lo ha sempre contraddistinto, facendoci supporre che se casca una montagna accanto a lui, l’unica reazione è un gelido sguardo.
Non a caso il formidabile Fiorello, nella sua trasmissione radiofonica, ha già disegnato la figura del neo Presidente della Repubblica facendo leva su un atteggiamento assai distaccato e direi disincantato, tipico della gente napoletana; e la battuta per ora più caustica è quella che fa leva sul rifacimento dell’articolo 1 della nostra Costituzione che viene così rimodellato: “L’Italia è una Repubblica fondata sul …riposo”. Vi consiglio di ascoltare la striscia giornaliera di Fiorello su RAI 2 perché è veramente spassosa (ore 13.40).
Se ieri qualcuno di voi ha avuto modo di sintonizzarsi su RAI 1 e Rete 4, avrà assistito alla lunga e complessa cerimonia del giuramento del Presidente e all’insediamento dello stesso nel Palazzo del Quirinale.
Avrà anche ascoltato il discorso (lungo assai) di Napolitano che rappresenta un po’ gli impegni che la più alta carica dello Stato si sta assumendo; debbo dire subito che mi è sembrato una summa di banalità e di vuota retorica, un volere spaziare in tutti i campi della vita pubblica senza dire niente e senza prendere posizione: evidentemente non ne ha le possibilità, viste le scarse prerogative che la Costituzione gli affida.
Un passaggio mi ha colpito ed è quello che recita il seguente impegno (riporto a braccia perché non ho preso nota al momento): “Sarò il Presidente di tutto il Parlamento e non della sola parte che mi ha votato”; e vorrei proprio vedere il contrario – aggiungo io – dato che l’attività presidenziale viene definita di carattere “notarile” e, come ben sappiamo, il Notaio è per definizione al di sopra delle parti di cui redige l’atto.
Che aggiungere d’altro? Forse le macchie scure che adornano il suo viso e che sono diventate famose per merito di Bruno Vespa e che adesso lo saranno ancora di più.
Ma la lunga diretta televisiva mi ha suscitato altri pensieri: dentro l’aula della Camera dei Deputati c’erano più di mille persone i cui guadagni vanno da un minimo di 20.000 euro mensili fino al doppio di questa cifra e oltre; prima di arrivare nell’aula si è “vagabondato” con le telecamere attraverso vari corridoi di Montecitorio incontrando un sacco di persone, dagli uscieri in divisa, ad altri dipendenti di vario genere e grado; ebbene tutte queste migliaia di persone non guadagnano meno di 10.000 euro al mese (quelli di livello più infimo): ve lo dico con cognizione di causa perché conosco una ragazza che lavora come semplice dattilografa e guadagna questa cifra.
Ecco, in mezzo a questa pletora di gente, in mezzo a questa schiuma di persone che si è ritrovata ad avere questa fortuna (magari ci avrà messo anche del suo), c’è una delle chiavi di volta dei nostri problemi, ma solo il buon Lenin avrebbe inquadrato il problema e si sarebbe messo d’impegno per risolverlo, mentre il suo attuale epigono – Bertinotti – s’ingegna a ricercare un “nido” sempre più comodo dove alloggiare insieme a tutte le sue giacche di cachemire e le sue borsette porta occhiali.
Non c’è da meravigliarsi quindi se Napolitano promette che sarà il Presidente di tutti, visto che, come dicono nella sua Napoli: “O Bretagna o Allemagna purché se magna!”.

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