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venerdì, maggio 19, 2006

I PACS, IL PAPA E BERTINOTTI 

Ancora il nuovo Governo non è ufficialmente insediato (manca la fiducia dei due rami del Parlamento) e cominciano già le prime asprezze con le autorità ecclesiastiche; dopo le prese di posizione degli estremisti e dei radicali sulla necessità della regolamentazione immediata delle unioni omo o etero sessuali e le conseguenti repliche – anche un po’ stizzose - delle gerarchie ecclesiastiche, Pontefice in testa, l’ineffabile Fausto Bertinotti, pur assurto ad un alto incarico che dovrebbe temperarne maggiormente l’ardore, ha pronunciato una frase che ha riacceso le polemiche.
Siamo a “Porta a Porta”, la nota trasmissione di Bruno Vespa e, rispondendo a specifica provocazione giornalistica, Bertinotti afferma che “la reazione del Pontefice è sbagliata perché restauratrice; non vede che le unioni di fatto sono un arricchimento di quei valori che il Papa teme che la modernizzazione possa distruggere; dovrebbe invece essere attento a questi valori”.
Secondo il Devoto-Oli, il termine restaurare indica una azione tesa a “rimettere nelle condizioni originarie un manufatto o altro oggetto”; ora mi sembra che la parola del Papa si possa definire in tutti i modi possibili ma non come un qualcosa teso a riportare la situazione nelle condizioni originarie, anche perché su questo argomento la parola della Chiesa è stata sempre la stessa da centinaia di anni.
È ovvio che da queste parolei scaturisce l’ulteriore reazione del Papa che afferma – per l’ennesima volta – di non compiere nessun attacco alla laicità dello Stato quando richiama i valori cristiani e i principi etici.
Cioè, per usare parole semplici, il Pontefice fa il suo mestiere e si sente facoltizzato a emettere giudizi in materia etica; dalla parte dello Stato ci sono persone “laiche” – cristiane e non – che non sono obbligate e tenere fede alle prediche papali; questo però non esime il Papa dal farle.
Mi sembra che il nostro Stato – che laico non è, casomai è laicista – vorrebbe emettere propri giudizi etici su questioni di carattere morale e vorrebbe che il Papa si adeguasse a questi giudizi; mi sembra che sia pretendere un po’ troppo.
E a proposito di PACS o altre diavolerie del genere, è proprio di oggi la notizia che in Inghilterra – senza avere ancora festeggiato l’anno dall’entrata in vigore della legge – due donne sposate, si sono lasciate ed hanno chiesto il divorzio dopo neppure due mesi dal matrimonio in quanto lei ha detto a lei che ama un’altra lei: capisco che possa sembrare complesso, ma provate a rileggerlo con calma e vedrete che tutto fila.
Sembra che al di là dei problemi sentimentali, ci siano anche risvolti di carattere economico non indifferenti in quanto le due donne avevano messo in piedi una sorta di “comunione dei beni” e la ragazza abbandonata dovrà sommare alla “beffa” – le corna con un’altra donna – anche il “danno” di carattere economico.
Comunque sia, questi tipi di matrimoni vanno a sfatare la convinzione su una loro maggiore solidità rispetto a quelli tradizionali; pensate che il record va ad una coppia di omosessuali canadesi che sono rimasti sposati per soli 5 giorni.
Per la serie: così ci riesce anche a noi eterosessuali!

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