<$BlogRSDUrl$>

martedì, aprile 04, 2006

CHE ARGOMENTI CI RIMANE ?? 

Dopo avere scelto, in tempi non sospetti, di non occuparmi dei due gallinacci (o capponi che dir si voglia) che si stanno battendo per poter avere l’autorizzazione a banchettare sulla nostra tavola; dopo avere scelto di lasciare in pace la famiglia Onofri che sta piangendo – e quanto ancora durerà – la morte del loro piccolo Tommaso (un solo commento per la giornalista che “importunava” la signora Onofri e non se ne rendeva conto: cacciatela dall’Albo!); insomma, non sono molti gli argomenti che restano, ma la nostra fervida fantasia ci soccorrerà.
Ed è così che scelgo di trattare un argomento che nella giornata odierna diventa anche di attualità – le agitazioni in Francia per combattere il famoso C.P.E. (Contratto di Primo Impiego) – in quanto proprio oggi è stato indetto l’ennesimo sciopero generale che, nelle intenzioni dei sindacati, dovrebbe tornare a paralizzare la Francia.
“Martedì nero” è stata battezzata la manifestazione di protesta e si annuncia come una delle più violente mai messe in campo dall’inedita accoppiata studenti/operai; in questa occasione, oltre a “pretendere” il ritiro della legge sul C.P.E., verranno richieste anche sostanziose modifiche al C.N.E (normativa identica ma riservata a imprese con meno di 20 dipendenti).
Tutto questo va in scena dopo il ridicolo discorso di Chirac che nel suo intervento di venerdì scorso ha dovuto ammettere che “era costretto” in un certo senso, a promulgare la legge sul C.P.E., ma che avrebbe chiesto al governo di apportare alcune significative modifiche: ciò per evitare che, nel caso di rinvio della legge alla Camera, il governo si dimettesse creando così una situazione di crisi difficilmente controllabile e dalla quale avrebbe tratto vantaggio soprattutto Sarkozy, attualmente in testa ai sondaggi per la prossima campagna elettorale sull’Eliseo.
Ma perché il Primo Ministro de Villepin si ostina così tanto a difendere questa normativa che porta il “precariato” a punte elevatissime, mettendo praticamente in mano al padrone qualunque giovane al disotto dei 26 anni?
Questa ostinazione – lungi dal rappresentare una impuntatura ideologica – mi sembra invece una sorta di “pagamento dovuto” ai cosiddetti poteri forti che, sempre più alla caccia esclusiva del profitto, stanno pretendendo dal potere politico di avere carta bianca per quanto attiene ai rapporti con i dipendenti.
E tutto questo non si discosta molto dalle sceneggiate di finta politica che sono andate in onda dal palco della Confindustria ed hanno visto come protagonista Montezemolo e, sullo sfondo i due suddetti “gallinacci”, Berlusconi e Prodi: a entrambi il Presidente di Confindustria, a nome anche dell’altro “potere”, quello bancario, deve avere presentato una specie di “patto di legislatura” e li ha invitati entrambi a firmarlo; non mi chiedete se le ha firmato uno solo (chi ?) o tutti e due, perché quello che è avvenuto è sotto gli occhi di tutti.
Ma torniamo ai cugini francesi: sempre in previsione della manifestazione di oggi, il movimento studentesco ha ribadito che “non ci sarà dialogo fino a quando il Cpe non sarà stato soppresso”; a questo diktat si è prontamente allineato il sindacato, saldando così in modo indissolubile le due forze francesi.
Per il momento hanno ottenuto di conquistare, almeno sotto il profilo formale, Sarkozy alla loro causa: ha definito il Ministro dell’istruzione che aveva manifestato l’intenzione di usare la forza “un irresponsabile”; se poi l’alleanza sarà solo strumentale in vista della presa del potere, non ci sarebbe da meravigliarsi: ogni politico si comporta così, al solo scopo di acquisire posizioni di forza, poi – quando le ha conquistate – comincia a...; ma questo è un altro discorso.

This page is powered by Blogger. Isn't yours?