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martedì, giugno 28, 2005

Ingiustizie della storia e...della vita 

In questi giorni di canicola sfrenata, avrete letto tutte le avvertenze che la stampa e la televisione ci propina, specialmente agli anziani, per combattere il gran caldo; è di oggi una gustosa vignetta di Angese che riporta i “soliti” consigli: bere molta acqua, mangiare tanta frutta e verdura e non uscire nelle ore calde: e la conclusione è che ormai “lo sanno cani e porci”.
Ma l’ingiustizia (la prima) che appare nel titolo è di altra natura: a causa del gran caldo, già dall’anno scorso si è incrementato di molto l’acquisto di condizionatori d’aria, ovviamente chi se lo può permettere, e così facendo si hanno continue impennate nei consumi di energia elettrica con notevoli rischi di black-out; ieri, per esempio, le previsioni sono state ampiamente superate in due momenti della giornata, alle ore 12.12 e alle 17.30. Il Gestore dell’energia rassicura che il sistema per il momento “sta tenendo”, ma invita anche a cercare di limitare il consumo di elettricità.
Ed ecco l’ingiustizia: il pensionato beneficiato da Berlusconi del milione mensile non si è potuto certo permettere il condizionatore, ma in caso di black-out sarà privato dell’essenziale frigo, ascensore, ecc. alla stessa stregua degli scialacquatori di energia che tanto se lo possono permettere; questi ultimi, se dovesse persistere il problema sanno come risolverlo: abbandonano le città infuocate e si trasferiscono in una delle loro ville al mare o in montagna.
E il pensionato? No, lui non può trasferirsi da nessuna parte se non ce lo portano i Servizi Sociali ma, ligio all’impegno di risparmiare energia (per farla consumare agli altri), si trasferisce ai…giardinetti pubblici e armato di un ventaglio simula una surrettizia ventilazione oppure prende possesso di una sedia in un Supermercato e gode dell’aria condizionata a sbafo (ricordate il consiglio dell’ex ministro Sirchia?)
A latere della problematica sul consumo di energia si ha anche l’impennata del costo del petrolio, derivante – a detta degli esperti – da due fattori: il continuo, smodato aumento della richiesta di greggio da parte della Cina e l’aspetto psicologico della vittoria nelle elezioni iraniane del reazionario Ahmadinejad, assertore della via al nucleare, circostanza che potrebbe indurre gli Stati Uniti a montare una nuova guerra in contemporanea con quella irakena o subito dopo: mi sembrano novelle e, mi sembra soprattutto che questo secondo motivo non regga, secondo me c’è lo zampino della speculazione.
Ma dove sarebbe l’ingiustizia? Semplice, poiché non credo alla faccenda psicologica iraniana, se faccio perno sulla pista cinese debbo rilevare che dopo averci semidistrutto l’industria del tessile e delle calzature, dopo averci propinato marchi fasulli delle nostre merci, dopo averci impestato di sudici ristoranti che poco hanno dell’autentica cucina cinese, adesso ci condizionano anche la vita delle nostre gite fuori porta facendoci aumentare a dismisura la benzina. Se non è un’ingiustizia questa non so cosa potrebbe esserlo!
Ma a proposito della Cina dovremo tornarci sopra e parlarne in modo più approfondito; intanto un consiglio: la trasmissione radiofonica (RAI 1 ore 19.30) “Zapping” di Aldo Forbice manda in onda una sorta di raccolta firme per i diritti civili in quel paese asiatico; seguitela e seguite in particolare i commenti che vengono fatti a proposito delle sempre più frequenti forme di schiavitù che sono colà presenti.

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