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domenica, settembre 26, 2004

Ed ora: pubblicità! 

Dopo avere scritto per un certo periodo di tempo (abbastanza lungo) soltanto di cose serie, o meglio seriose, è ora che mi rituffi in quello che poi sarebbe il mio mestiere principale: analisi degli spot pubblicitari.
E in questo post ne voglio esaminare tre, cominciando da quello che attualmente ha senz’altro la palma del più sontuoso realizzato in questi ultimi tempi: mi riferisco a quello della TELECOM e che ha Gandhi come protagonista e testimonial involontario del messaggio pubblicitario.
La struttura narrativa del commercial, prendendo lo spunto da alcune immagini in bianco e nero che riprendono Gandhi mentre rientra in casa e durante un suo discorso, ipotizza – in forma fantascientifica – che gli attuali mezzi di comunicazione (televisione, radio, computer ed altri) siano già presenti in quel tempo (circa il 1920) e rimandino a tutto il mondo le parole del grande pacifista, domandandosi che mondo sarebbe se tutto questo fosse realmente avvenuto.
L’head-line dello spot si fonda proprio su questa domanda angosciante: un pacifista che riesce a parlare a tutto il mondo per effetto dei mezzi di comunicazione di massa, che sconvolgimento potrebbe creare; vengono visto le persone e le comunità le più varie e le più disparate che ascoltano con grande interesse le parole del Mahatma, come a significare che il problema della comprensione starebbe soltanto nella possibilità di diffusione del messaggio; possibilità che adesso c’è, grazie a Telecom.
Il secondo spot che mi è piaciuto ed il cui significato vorrei trattare brevemente è quello dell’ENEL, in cui si vedono fare cose strane, tipo realizzare dei fori sulla spiaggia e infilarci una spina, appoggiare per terra una manopola e, girandola, accendere il fuoco di un fornello.
Lo slogan è semplice ma al tempo stesso complesso: se fosse così facile procurarsi energia noi non avremmo motivo di esistere, lasciando così intendere che facile non è, anzi; e proprio quelle soluzioni che rasentano l’assurdo confermano ciò.
La chiave sta quindi nella difficoltà insita nel procurarsi l’energia occorrente a far girare la vita e l’economia del mondo e senza la quale non esiste progresso: guardate – sembra dire lo spot – che non è affatto facile, anzi, è difficilissimo e soltanto aziende della nostra levatura possono farvi fronte; e sono proprio le strutture simili che fanno il bene autentico dell’umanità, ponendola in condizione di progredire.
Mi si chiederà: ma l’Enel non è leader del commercio di energia elettrica? E allora che bisogno ha di farsi pubblicità? È uno spot realizzato per il prossimo ingresso dell’azienda nel mercato del gas da città, altra fonte energetica di grande interesse. È come dire: prepararsi in tempo!
Il terzo commercial – più leggero, dopo i due seriosi che ho sopra presentato – è quello realizzato da WIND/INFOSTRADA per la telefonia, sia fissa che mobile, il cui testimonial è Fiorello: qui siamo in presenza di una serie di “nonsense” resi comprensibili dalla verve e dalla piacevolezza del personaggio, ma che in bocca ad un altro sarebbero delle assurdità.
I protagonisti sono i lampioni e le fontane, con le loro storie d’amore che Fiorello cerca di indirizzare verso una certa logica – sia pure all’interno di una assurdità di fondo – che si svolge attraverso la simpatia e il fascino dello show-man. Ben fatti, ben realizzati, ma una spanna inferiori sia come contenuto che come struttura narrativa.

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