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martedì, settembre 14, 2004

Ancora buio pesto sull'Irak 

A sentire e leggere le notizie sugli eventi irakeni cascano le braccia: tutti i giorni è come se venisse letto un bollettino di guerra che elenca i morti nella zona “X”, quelli nella zona “Y” e quelli nella zona “W”.
E’ veramente difficile immaginare una qualche soluzione per quel tormentato Paese, anche perché dalla parte dell’occidente non mi sembra che ci sia una coerenza operativa finalizzata a cercare la soluzione dei problemi.
Facciamo qualche esempio: quale è il motivo ostativo che non consente alle truppe ONU di prendere il posto di quelle della coalizione? Mi spiego meglio, ad evitare che mi venga obbiettato che questo non avviene perché gli americani non vogliono; se un gruppo di paesi europei (Francia, Germania, Spagna, e altri) sottoscrivesse una mozione nel senso dell’intervento ONU, come potrebbero fare gli americani ad opporsi?
Mi sembra invece che sia “interesse” di tutti lasciare a bagnomaria gli stupidi che ci sono (anche noi quindi), per poter dire: avete visto, ve lo avevo detto di non andare! Si tratterebbe quindi solo di interessi di bottega, di supremazia o addirittura di inconfessabili interessi economici.
C’è poi da aggiungere che il comportamento dell’Europa è quanto meno sconcertante e lontano mille miglia da una qualsiasi omogeneità decisionale; e anche qui cerco di spiegarmi meglio: il Presidente dell’Irak (islamico moderato) è in visita in vari paesi europei e quasi tutti lo ricevono ad esclusione della Francia che, in aggiunta, cala il carico da undici e vieta il suo ingresso all’Assemblea Europea di Strasburgo (territorio francese).
Mi sembra di ricordare che tutti gli stati europei inneggiano ad una fattiva collaborazione con governi e stati islamici moderati; abbiamo due casi che potrebbero fare alla bisogna: la visita del leader irakeno, da tutti considerato un mussulmano moderato e l’altro caso è quello della Turchia, altro stato a conduzione islamica moderata, che proprio la Francia ne osteggia apertamente l’ingresso in Europa.
Allora, mi chiedo e vi chiedo, come si concilia questa volontà di dialogare con l’islam moderato se poi, alla prova dei fatti, ci si comporta in maniera tale che anche questo paesi sono indotti all’oltranzismo da un rigetto dell’occidente?
E intanto le nostre due Simone restano prigioniere di delinquenti che – secondo me – vogliono soprattutto quattrini e, in seconda istanza, placare una smodata sete di sangue; quella stessa sete di sangue che, evidentemente, non è stata saziata dalla decapitazione, andata in onda su Al Jazeera, di un povero autista turco (mussulmano) reo soltanto di aver cercato di portare a casa una pagnotta un po’ più grande di quella che gli sarebbe toccata stando in patria.
Questi sarebbero le controparti con cui trattare la liberazione delle due ragazze; capisco che non è facile e che dobbiamo armarci soprattutto di pazienza.
Un’ultima cosa: avete notato che Al Sadr, il leader religioso sciita, quello tutto vestito di nero, grassottello e sempre in grugniti, non si vede più e neppure siamo a conoscenza di sue dichiarazioni? Che si sia veramente calmato? Mah, ci credo poco!

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