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mercoledì, maggio 12, 2004

Pubblicità elettorale in ferrovia 

Cercate di fare mente locale: una serie di vagoni ferroviari di un treno regionale frequentato quindi da pendolari e comunque da habitué: su ciascuna carrozza, all’inizio ed alla fine, fa bella mostra di se una pubblicità del formato di circa 40x60 contenente un manifesto, bellamente incorniciato con la bella faccia simpatica di un signore ed uno slogan che invita a votare per lui nelle prossime elezioni europee.
Non so se a qualcuno di voi è già capitato di vedere una cosa del genere; io, lo giuro, non avevo mai visto niente di simile.
C’è da aggiungere che sul manifesto non figura nessun riferimento a chi ha curato la campagna, cioè se è stata realizzata da un’agenzia o in proprio dallo stesso candidato insieme al proprio comitato elettorale.
Ripensandoci bene ho poi afferrato che le Ferrovie non sono più un Ente statale ma una azienda privata e quindi può utilizzare il proprio spazio come meglio crede e, soprattutto, affittarlo a chi paga di più.
E’ chiaramente così e non ci sono discussioni, però debbo dire che a me ha fatto un certo effetto; non tanto per le pubblicità elettorali, quanto perché le circostanze mi hanno costretto a prendere coscienza della privatizzazione dell’azienda.
Ricorderete infatti che è stato Cimoli – attualmente inviato “in missione” all’Alitalia a cercare di sistemare le cose – a traghettare le Ferrovie da ente statale ad azienda con capitale a maggioranza privato; e ricorderete forse che lo stesso Cimoli assurse a grande notorietà per gli scontri furibondi con i sindacati per gli esuberi di personale: riuscì comunque a tagliare circa 25.000 posti di lavoro e si guadagno, meritatamente, il soprannome di “tagliatore di teste”.
Ma tutte queste cose ci portano lontano dal nocciolo della questione: la pubblicità elettorale sulle carrozze ferroviarie.
Accertata la sua regolarità, rimane un filino di ricordi per quanto riguarda il periodo delle F.S. pubbliche: possiamo dire con certezza che in quel periodo forse non sarebbe accaduto che i veicoli ferroviari potessero rappresentare un mezzo per la pubblicità elettorale.
Inoltre, posso affermare per esperienza diretta (in queste ultime settimane mi sono fatta una scorpacciata di treni di ogni categoria) che è da fessi fare il biglietto: infatti su dodici treni che ho preso nelle ultime due settimane, soltanto in due occasioni è passato il controllore. Anche conteggiando la multa, conviene sempre non spendere prima ed aspettare che qualcuno venga a chiederti il biglietto; tanto la frequenza dei controlli è scarsa, specie dopo le note eliminazioni degli esuberi.
Però, se tutti noi continuiamo a fare regolarmente il biglietto….

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