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giovedì, dicembre 04, 2003

Torniamo agli spot 

Dopo una “sbornia” di una quindicina di giorni nei quali mi sono interamente dedicato alla ”sicurezza” ed al rapporto tra chiari e scuri, dicendo probabilmente anche qualche coglioneria, mi sono deciso a tornare all’amore originario: gli spot pubblicitari.
Tra i nuovi (non molti peraltro, ad indicare una situazione non floridissima) mi ha colpito quello di Saclà, con quei due imbecilli di genitori che si rivolgono ai figli chiamando lei CLODOALDA alla quale deve essere ferrato il cavallo (mentre la bimba, Roberta, ha solo bisogno che gli gonfi la bicicletta) ed al ragazzo chiedendogli di ricordare alla madre che deve firmare la bolla imperiale (ovverosia la pagella).
Lo slogan del “commercial” è: mangiando gli splendidi grigliati (melanzane ed altro) di Saclà, è facile sentirsi re e regine.
I due….sfortunati ragazzi sono gli unici con i piedi per terra che si guardano bene dal fare sogni impossibili ed anzi, nascondono i prodotti reclamizzati, cioè “i grigliati”, nel timore che i genitori, se continuano a mangiarli, li facciano tornare a casa…in carrozza.
Il lato positivo della vicenda è indubbiamente che nel quartetto che ci viene presentato (i due genitori e i due figli) i giovani sono sicuramente gli unici “normali”, anzi un po’ sopra la normalità, mentre i genitori sembrano in preda ad un velleitarismo per una situazione irraggiungibile; interpreto questo come una aspirazione ad un futuro affidato a giovani e con questi giovani superiori agli adulti sotto ogni punto di vista.
Io come adulto (anche troppo!) non ci sto, ma tant’è; comunque, se debbo scegliere “un futuro” sono certo che anch’io spero di lasciare il nostro mondo malconcio in mani serie e solide come quelle dei due giovani presentati.
Potrei farci la firma!


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